Hai scelto di assemblare un PC da solo per via dell’ingente risparmio sul costo delle componenti? Bravo.
Hai acquistato una Scheda Madre, un Processore, un Dissipatore, un Case e un Alimentatore? Ottimo.
Ora dobbiamo solo imparare ad assemblare e cablare l’hardware acquistato: non temere, il procedimento è piuttosto semplice e intuitivo.

Prima di Assemblare

Il nemico numero uno dell’assemblatore di Computer è l’elettricità statica. Devo ammettere che in tanti anni che assemblo PC non mi è mai capitato di danneggiare un componente Hardware per via di una scarica di elettricità statica, ma devo comunque consigliarvi la massima attenzione.
Per scaricare l’elettricità statica, solitamente, tocco una parte metallica connessa alla rete elettrica: ad esempio tocco la scocca di un PC acceso per un paio di secondi.

Esistono in commercio dei braccialetti e dei guanti appositi per evitare l’accumulo dell’energia statica. Personalmente non ne ho mai fatto uso e tutti i PC che ho assemblato si sono accesi e hanno funzionato senza alcun problema.
Devo ammettere che inizio a pensare che la faccenda dell’elettricità statica sia solo un’antica leggenda metropolitana.
Ma prestare un po’ di attenzione non costa niente.

Per completare il lavoro ti serviranno pochi arnesi: un cacciavite a stella con punta piccola e magnetica, un cacciavite spaccato con punta media e magnetica, delle fascette di plastica, una siringa di pasta termica e tanta pazienza.


Cominciamo ad assemblare il PC

Apriamo il Case smontando tutto lo smontabile: Pannelli laterali, pannello frontale e, se presente, pannello superiore. Poi, all’interno del case, sempre se presenti, togliamo le protezioni per PSU ed eventualmente la scocca del contenitore degli Hard Disk.
In questa fase non ci servirà a molto avere il case smontato, ma quando dovremo assemblare un PC intero sarà indispensabile e, pertanto, è bene abituarsi fin da subito.

Nel pannello centrale del Case (dove andrà installata la Scheda Madre) ci sono dei fori con accanto delle lettere scolpite sul metallo. Le lettere si riferiscono ai più comuni fattori di forma delle schede madri presenti in commercio.
La lettera “A” sta per ATX, la lettera “M” sta per micro-ATX e la lettera “I” sta per mini-ITX. Sono questi i fattori di forma più classici, ma è bene sapere che ne esistono molti altri.

Cosa dobbiamo fare, quindi?
Dopo aver aperto la scatola della scheda madre, troveremo un sacchetto con delle piccole viti nere, degli adattatori in ottone (solitamente hanno un colore simil-dorato) e un particolare aggeggio metallico che servirà ad avvitare gli adattatori in ottone nel Case.
Possiamo procedere ad avvitare gli adattatori nel Case, in corrispondenza delle lettere relative al fattore di forma della Scheda Madre acquistata. Per esempio, se la Scheda Madre da assemblare ha il formato standard-ATX o ATX, inseriremo gli adattatori in ottone a ogni corrispondenza di lettera “A”.

Per una ATX le viti sono da 6 a 9. Una volta avvitati i 6 (o 9) adattatori verificheremo la correttezza della loro posizione appoggiandoci sopra la Scheda Madre: se a ogni adattatore corrisponde un foro per viti nella Scheda Madre, allora avremo fatto bene il nostro lavoro.


Colleghiamo il Processore

Più o meno in posizione centrale nella scheda madre c’è un alloggiamento quadrato, solitamente protetto da una placca di plastica nera incastrata sotto a un guscio di metallo.
Intel e AMD hanno alloggiamenti differenti, ma l’alloggiamento del processore è impossibile da non vedere. Apriamo la protezione del Socket (solitamente si sgancia una piccola levetta per sollevare un apposito coperchio metallico) e inseriamoci dentro il processore facendo bene attenzione alla corrispondenza delle scanalature laterali. C’è un solo modo per inserire un processore in un Socket: se è il modo giusto, il processore entrerà da solo. Se è il modo sbagliato, sarà comunque inutile forzare l’innesto rischiando di rompere qualcosa.
Appoggiate il processore sopra il Socket e, se è nella posizione giusta, entrerà per il solo effetto della forza di gravità.

Un piccolo suggerimento: in uno degli spigoli del processore è disegnato un triangolino dorato che dovrà corrispondere con un triangolino inciso in uno spigolo del Socket.
Se avete dubbi sulla posizione del processore, verificate che i due triangolini corrispondano e tutto andrà bene.

Dissipare la CPU.

Ora non resta che applicare una puntina di Pasta Termica. Di solito la Pasta Termica è venduta in siringhe da 4 o più millilitri. Ne basterà una goccia (non più grande di un chicco di riso) appoggiata al centro della piastra termica del processore.
La placca del dissipatore (una volta inserito) la schiaccerà, espandendola uniformemente sulla superficie di contatto.
Il mercato dei dissipatori è selvaggio e prepotente, quindi per il momento ci occuperemo dei dissipatori classici, quelli che possiamo definire “di fabbrica”.
I dissipatori “di fabbrica” hanno dei piedini plastici che combaciano con dei fori presenti ai lati del Socket sulla Scheda Madre. Basta far corrispondere i piedini coi fori, stare attenti che lo spinotto a 4 pin per il cablaggio sia in corrispondenza con l’attacco per il “CPU-FAN” sulla scheda madre, appoggiare delicatamente il dissipatore sul processore e poi esercitare una moderata pressione su ogni piedino fino a sentire uno scatto (il cosiddetto ‘clack’). Col cacciavite piatto ruotate i perni al di sopra dei piedini (servirà a incastrare il dissipatore) e poi connettete il 4 pin alla scheda madre.
Anche il processore è montato.


Cablare l’alimentatore.

Ora dobbiamo dare energia al computer.
Gli alimentatori sono delle scatole metalliche di forma parallelepipeda che, di norma, vengono montati nella parte retrostante del Case.
Alcuni Case hanno un alloggiamento protetto e una presa d’aria e filtro anti-polvere sul lato inferiore, altri Case (solitamente dozzinali) hanno l’alloggio dell’alimentatore in alto.
Indipendentemente dal Case scelto, inserire l’alimentatore nell’apposito scomparto è un gioco da ragazzi: basta infilarlo. Ma attenzione, esistono alloggi dotati di una mascherina di protezione (una specie di fermo) per l’alimentatore; è necessario rimuovere la mascherina prima di inserire l’alimentatore.

Una volta infilato nel suo alloggio, l’alimentatore deve essere solo avvitato e cablato. Per la prima operazione non ci sono particolari accortezze da operare, ma per il cablaggio è bene sapere quanti cavi (Molex) serviranno all’interno del PC.
Uno è per la scheda madre, uno è per l’alimentazione supplementare del processore, uno è per l’hard disk (alcuni molex supportano più uscite, di solito tre, e uno solo di questi basta per alimentare fino a tre dispositivi) e uno (o due) sono per la scheda video.
Anche le ventole extra e i controller RGB, ad esempio, hanno bisogno di una loro alimentazione supplementare.
E le luci a led del Case? Certo, anche loro avranno bisogno di corrente.

Alimentare il PC

Se l’alimentatore è modulare, allora è necessario sapere quali molex abilitare e quali lasciare scollegate, in modo da salvare spazio e ordine all’interno del Case.
Nel caso l’alimentatore sia semi-modulare, è necessario sapere la stessa cosa, fatta eccezione per il 24 pin di connessione alla scheda madre e il molex a 8 pin per il processore.
Oppure, se l’alimentatore è già cablato, allora il problema non si pone: i cavi son già tutti connessi e basta solo districarli verso l’hardware da alimentare.

Al momento ci occuperemo dei soli cablaggi fondamentali: la Scheda Madre userà il Molex più largo di tutti, quello a 24 pin.
Il processore avrà bisogno di un Molex a 8 pin.
Il dissipatore si connetterà a 4 pin su spinotto apposito della scheda madre.
L’hard disk utilizzerà un attacco di corrente più sottile, il Cable Sata/F 15 pin. Ammesso che sia un hard disk nuovo. Alcuni modelli un po’ vecchiotti usano il molex/M a 4 pin.
La “M” e la “F” stanno, rispettivamente, per Maschio e Femmina.

L’alimentatore, invece, se Modulare o Semi-Modulare, avrà delle prese a 8, 6 e 18+10 pin sul retro.
Le prese a 6 pin serviranno ad alimentare le periferiche SATA e IDE come Hard Disk o lettori DVD.
Le prese a 8 pin serviranno per alimentare il processore e le schede PCI-express.
La presa più lunga con 18+10 pin (sovente la si trova divisa in due tronchi) servirà ad alimentare la Scheda Madre. In base al modello di Scheda Madre servirà la sola presa da 18 pin, o entrambe.


Il cuore del PC è assemblato!

A questo punto il cuore pulsante del PC sarà completo, ma il PC ancora non potrà funzionare perché mancante di almeno due parti fondamentali: la memoria RAM e l’Hard Disk.
Nei prossimi articoli ci andremo a occupare di scegliere le RAM e l’Hard Disk più performante per il sistema assemblato.
Il montaggio di queste due componenti hardware è molto più semplice e intuitivo degli hardware assemblati fino ad ora.

Altri articoli in: Assemblare e Cablare Hardware

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