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Come assemblare un PC, tutorial [01]: come funziona un Processore spiegato in parole semplici
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Assemblare un PC conoscendo le componenti

L’informatica è un mondo meraviglioso, non è vero? Dai telefoni cellulari ai tablet, ogni giorno siamo circondati di apparecchi informatici. Per non parlare dei personal computer (o come abbrevierebbero quelli bravi, dei PC).
Che tu sia appassionato dalla tecnologia, un professionista dell’IT o un cybernauta occasionale, l’arte di assemblare PC è un’abilità esaltante.
Non è forse così?
E se stai leggendo questo articolo, probabilmente è un’ambizione che ti appassiona ed attrae. Ma anche se tu fossi semplicemente curioso, sappi che con un po’ di impegno riuscirai ad assemblare un PC in breve tempo.
La materia è vasta, ma non complicata. E data l’ampiezza dell’argomento è bene approfondirne le basi a piccoli passi.
In questo articolo (di una lunga serie) andremo a spiegare come funziona un processore (una CPU), utilizzando termini semplici e alla portata di tutti.

A cosa serve sapere come funziona un processore?
Semplice, conoscere il funzionamento di un processore ti aiuta di scegliere il tipo, modello e marca del processore più adatto al computer che vuoi assemblare.
Solo conoscendo le basi del funzionamento di un processore sai quali possono essere le specifiche veramente importanti da controllare e quali, invece, semplici specchietti pubblicitari per estrarre più denaro dal tuo portafoglio.
La qualità costa, è vero.
Ma è anche vero che la qualità appaga.
E tu cosa preferisci? Un computer che costa poco e che dovrai cambiare tra due o tre anni, o un computer che costa di più ma durerà almeno per i prossimi dieci?

Che cos’è un Micro-Processore

Innanzitutto vediamo cos’è un microprocessore – che per mera pigrizia dattilografa, d’ora in poi chiamerò soltanto “processore”.
E quindi, come funziona il processore?
Il Processore è un’unità di calcolo e, come tale, serve per operare calcoli.

Per il momento accontentati di sapere che il processore è una “cosa” che sta al centro di tutte le operazioni, decisioni ed elaborazioni necessarie al corretto funzionamento del computer. E’ – passami la semplificazione – il cervello del computer, altresì detto unità centrale di processo o CPU (Central Processing Unit).

I “Calcoli” del processore

Nell’accezione comune, un calcolo è strettamente legato alle operazioni matematiche: ovvero al rapporto che lega una serie arbitraria di numeri. E al risultato prodotto.
[2+2=4] è un esempio di calcolo.
I processori, nell’operare calcoli di questo tipo sono oltremodo efficienti. Basti pensare che i primi processori della storia furono utilizzati per costruire calcolatrici.

Ma come ben saprai il “calcolo” non serve solo per controllare la somma dello scontrino della spesa.
Anche in questo momento, seppur davanti a un monitor pieno di lettere, stai operando dei calcoli.
Ad esempio stai calcolando se fidarti o non fidarti delle informazioni che ti sto fornendo. Stai calcolando se le informazioni che ricevi sono esaustive o semplicistiche. Stai anche calcolando cosa ricordare e cosa dimenticare.

I calcoli di un processore non sono poi tanto diversi da quelli che stai operando in questo momento. Un processore decide di memorizzare delle “cose”, decide di richiamare delle altre “cose” dalla memoria. Un processore combina dati tra loro, li interpreta, li elabora. Invia dati e richieste alle altre periferiche Hardware.
E, infine, decide cosa farti vedere sul monitor.

Come funziona un processore, tecnicamente parlando?

Entriamo nel cuore della materia: come funziona, nello specifico, un processore? Non so se te lo sei mai chiesto, ma nel caso cercherò di confezionarti una risposta chiara, semplice ed esaustiva.

I processori migliori elaborano il maggior numero di informazioni nel minor tempo possibile. Ti esorto a tenere sempre a mente questo principio tanto ovvio quanto fondamentale.
Ogni processore deve elaborare tipi specifici di informazioni, ovvero deve prendere tante informazioni ed elaborarle simultaneamente. Per ottenere questo risultato, i grandi ingegneri informatici, hanno dotato i processori di circuiti specifici.
Questi “circuiti” prendono un dato dalla memoria, lo elaborano e lo restituiscono trasformato. In gergo possiamo chiamare tali “circuiti“: pipeline.

Non spaventarti se comincio ad usare il “tecnichese“: ci servirà solo per essere più sintetici. Ti basti sapere che una pipeline è una serie di operazioni (sempre uguali) operate da un processore su ogni singolo dato.
Quindi ogni dato che un processore deve elaborare, segue un procedimento specifico per diventare un dato “utile“.
Utile a chi o a cosa?
A te, ovviamente.
Utile” nel senso di poterlo vedere sul monitor. Nel senso di poter ottenere il risultato di un’operazione complessa. O nel senso di far muovere un avatar nel mondo virtuale del tuo videogame preferito.

Cos’è la pipeline di un processore?

Abbiamo detto che una “pipeline” è la serie di elaborazioni operate dal processore su un singolo dato. Il “dato” entra grezzo ed esce “rifinito”.
Ma di quali operazioni parliamo?
Ogni pipeline legge un dato specifico dalla memoria. Lo “traduce” attraverso degli appositi “registri”, e poi lo esegue.

In breve, questi sono i singoli Stadi di una Pipeline:
[1] – Legge dalla memoria.
[2] – Capisce cosa fare con ciò che ha letto dalla memoria.
[3] – Lo fa.
[4] – Memorizza il risultato, se è ciò che serve.
[5] – Restituisce il risultato, se l’elaborazione è conclusa.

Ogni singola Pipeline passa in ognuno di questi Stadi per ogni dato da elaborare.
Ah, dimenticavo, quando parlo di “dato” intendo proprio OGNI “dato”. Ogni variabile che ti può venire in mente. Ad esempio la semplice pressione di un tasto della tastiera è un dato.

Il Clock dei processori

Ogni volta che muovi il mouse, invii al computer un INPUT. Inoltre invii un INPUT anche quando smetti di muovere il mouse.
Un INPUT è un “dato”.
Il processore elaborerà questi INPUT attraverso i cinque Stadi della Pipeline che ho elencato di sopra. Al termine, l’INPUT diventerà OUTPUT.
Ovvero il “dato grezzo” diventerà un “dato rifinito”.
O, ancor meglio, una determinata quantità di dati, fornirà un risultato.

Ogni stadio della pipeline è considerato un “Clock”.
Avere un Clock a 1.0 Giga-hertz significa che il tuo processore, ogni secondo, utilizza 1.073.741.824 Stadi di Pipeline.
E siccome ogni Pipeline è composta da 5 stadi, allora il tuo processore è in grado di completare il processo di elaborazione di 214.748.365 “dati” contemporaneamente.
Ogni secondo.

Nemmeno il dito più veloce dell’universo è in grado di inviare così tanti INPUT a un processore, ma un programma complesso sì. Esistono programmi che richiedono elaborazioni incredibili.
Specialmente nel campo della grafica, le elaborazioni richieste al processore sono davvero tante.
Così tante che un solo Giga-hertz di “Clock” non è sempre sufficiente.

Come funziona una pipeline?

Se ad esempio digitassi [2+4=] come INPUT, il processore non faticherebbe a restituirmi il risultato [6].
Invierei al PC alcuni dati puri: il primo input [2], l’operando [+], il secondo input [4] e l’ultimo operando [=].

La prima pipeline legge il [2], lo traduce in linguaggio macchina e non ha altre istruzioni di elaborazione. Quindi lo scrive nella memoria.
La seconda pipeline legge il [+] e lo traduce in linguaggio macchina. Sa che è un’istruzione e sa anche che l’addizione ha bisogno almeno di due addendi. Pertanto scrive il [+] nella memoria e resta in attesa di un secondo addendo.
La terza pipeline trova il secondo addendo [4], lo traduce in linguaggio macchina e lo scrive in memoria.
In gergo si dice che attende la fine del blocco delle istruzioni.
L’ultima pipeline legge la fine del blocco delle istruzioni, ovvero [=]. Lo traduce il linguaggio macchina, legge gli addendi e l’operatore aritmetico dalla memoria e invia un segnale di elaborazione.
Sul monitor, quindi, apparirà il numero [6], ovvero il risultato dell’operazione che hai inviato come INPUT.

Spero di essere stato chiaro. Il più chiaro possibile.
Se hai domande, non esitare a commentare l’articolo. Ti risponderò nel minor tempo possibile, promesso.

Ora, gli INPUT che invii al processore non sono sempre così semplici, diretti e “puri”. Spesso si tratta di INPUT più articolati o, ancor peggio, concatenati.
Non mi addentro oltre nella questione perché sarebbe una complicazione inutile, però è giusto che tu sappia cosa sia l’Overflow.

Lo Stack Overflow: Perché un processore si blocca?

Immagina avviare un bel programma di elaborazione video. Uno di quei programmi che spingono dati su dati nel processore. Uno di quei programmi che richiedono elaborazioni su elaborazioni al processore.
Il primo dato viene elaborato, poi un secondo, poi un terzo. E così via.
Molti dati di questo tipo non possono essere elaborati a caso, ma devono seguire un ordine ben preciso.

Considera queste tre operazioni algebriche:
1- A+B=C
2- C+D=E
3- C+E=F

Per ottenere il risultato “F”, il tuo processore deve elaborare la prima operazione e memorizzare il valore “C”. Poi ha bisogno che qualcuno gli dica quanto vale “D”.
Deve quindi elaborare la seconda istruzione e memorizzare “E”.
Infine deve riprendere i valori “C” ed “E” dalla memoria, sommarli, e restituire finalmente il valore di “F”.

Se il Clock del processore è sufficientemente veloce, la memoria non farà in tempo a riempirsi di numeri. Ma se il Clock del processore è lento, la memoria si riempirà in fretta, in attesa che i dati immagazzinati vengano elaborati.
In questo caso il processore non avrà più spazio per memorizzare i dati e si bloccherà.
Ecco spiegato l’orribile Stack Overflow.

Processori con molte Pipelines, lavorare in parallelo.

Naturalmente un processore non ha una sola Pipeline.
Ogni processore, grazie all’evoluzione tecnologica, conta su più circuiti di elaborazione. Questi circuiti di elaborazione (pipelines) lavorano in parallelo.

Grazie all’implementazione di più pipelines per ogni flusso di elaborazione, i processori moderni sono capaci di gestire quello che in gergo si chiama “multitasking“.
Il Multitasking è la capacità di un processore di fare più cose contemporaneamente.

Con il lavoro parallelo di più pipelines i processori sono in grado di gestire elaborazioni sempre più complesse. E grazie alla riduzione delle dimensioni dei circuiti interni (oggi siamo al limite dei 10/12 nanometri), i processori possono contare su un numero sempre maggiore di pipelines.

In altre parole, anche un processore di basso livello difficilmente raggiungerà il temuto e fastidioso Stack Overflow.

Un solo ciclo di Clock, molte operazioni

Con le nuove architetture e l’aumento del numero di pipelines, i processori sono in grado di eseguire molte istruzioni in un solo ciclo di Clock.
Inoltre, con l’avanzamento evolutivo della tecnologia, le pipeline non si sono fermate a soli 5 stadi.
Se uno stadio di Pipeline equivale a un ciclo di Clock, allora una pipeline con 5 stadi, equivale a 5 cicli di Clock.

Le pipeline moderne hanno fino a 30 (e oltre) stadi di elaborazione. Gli ingegneri più lungimiranti sono riusciti a spezzettare le operazioni di elaborazione del processore in parti sempre più piccole e precise.
In altre parole sono riusciti ad aumentare i Clock verso frequenze sempre più elevate e vertiginose.
Oggi, ad esempio, siamo al limite dei 5.0 Giga-hertz.

Less is more, il rischio dei clock più veloci

I calcoli sequenziali, anche complessi, di rado destano problemi ai processori. Ma con la programmazione ad oggetti (OOP) i processori sono chiamati a effettuare delle vere e proprie scelte.
Il processore elaborerà determinati dati al verificarsi di specifiche condizioni. In altre condizioni dovrà computare dati diversi. E così via.
Semplificando l’incredibilmente complesso: se premo il tasto “+” il computer sommerà i numeri, se premo il tasto “-“, li sottrarrà.

In sostanza i processori sono chiamati a “saltare” da un’istruzione all’altra, lavorando in sincrono con altre periferiche hardware.
Il rischio di “errore”, in questo caso, è molto più elevato rispetto alle elaborazioni di dati semplici.

I processori sono perfettamente in grado di gestire gli errori, ed eventualmente correggerli. Tuttavia se a sbagliare è un processore da 5 stadi di pipeline, avrai una perdita di 5 Hz di Clock. Se a sbagliare è un processore da 30 stadi di pipeline, avrai una perdita di 30 Hz di Clock.
Perdere hertz di clock, significa rallentare.

Quindi, qual’è il processore migliore?

Innanzitutto devi valutare cosa vuoi ottenere dal tuo computer. In base ai dati che devi o vuoi elaborare, ci sono processori più indicati rispetto ad altri.
Una pipeline a 30 stadi è più lunga di una pipeline a 5 stadi.
Ma una pipeline a 30 stadi ha un Clock maggiore di una pipeline a 5 stadi.

Una pipeline a 5 stadi, in caso di errore, ha una perdita di frequenza inferiore a una pipeline da 30 stadi. E viceversa.
Apparentemente converrebbero Pipeline più lunghe perché dotate di un Clock maggiore. Ma non è sempre così.

La tecnologia evolve e le frequenze dei Clock diventano sempre maggiori. Ovviamente la velocità è inversamente proporzionale alla precisione (tanto negli uomini, quanto nei processori). Ma è anche vero che una pipeline con più stadi, è in grado di controllare meglio l’elaborazione dei dati rispetto a una pipeline più corta.

Immagina di dover risolvere un’equazione complessa in 5 soli passaggi. Dovrai fare molti calcoli a mente per condensare il numero dei passaggi.
Se potessi risolvere la stessa equazione in 30 passaggi, potrai fare a mente dei calcoli molto più semplici.

A questo esempio includi il tempo massimo per raggiungere il risultato.
Diciamo 30 secondi.
Con soli 5 passaggi a disposizione avresti 6 secondi per ogni “clock”.
Con 30 passaggi, invece, dovresti metterci 1 solo secondo per ogni “clock”.
Nel primo caso i calcoli sarebbero più difficili, ma avresti più tempo. Nel secondo caso i calcoli sarebbero più facili, ma avresti meno tempo.
Dove sarebbe più facile incappare in un errore?

Ma i processori non sbagliano mai

In effetti i processori non possono sbagliare, solitamente l’errore appartiene all’uomo.
L’uomo scrive i programmi e i processori li elaborano. Se c’è un errore, di certo è nella scrittura del programma e non nell’elaborazione del processore.

Tuttavia esistono programmi che richiedono una potenza di calcolo tale da non poter essere supportati da ogni processore.
Ma la tecnologia che avanza, ha fatto un ulteriore passo: il multi-core. In questo modo, i programmi più esigenti potranno girare sulla maggior parte dei computer.

Processori multi-core

Nel mercato odierno è difficile trovare processori a singolo core.
Ma cos’è un “Core”?
Un Core equivale a dire “un processore” nel senso fisico del termine. Il “Core” è l’unità logica che contiene le pipeline destinate all’elaborazione dei dati.

Nelle architetture moderne dei processori, ogni piastra di silicio contiene almeno due Core distinti. I Core lavoreranno parallelamente, ovvero è come dire che si danno man forte quando una sola unità di calcolo risulta insufficiente.

Esistono diversi modi di costruire un processore multicore. A volte i Core sono montati su due piastre di silicio (le cosiddette “Die”) differenti, e altre volte i Core vengono stampati sulla medesima piastra di silicio (il Die Singolo).
Questi due approcci sono oramai desueti e i singoli Core vengono impiantanti su piastre “monolitiche” attraverso stampe di precisione sempre più piccole. Con l’approccio a Die Monolitico i due Cores dividono talune componenti logiche facendo economia di corrente e calore.
Un processore che consuma meno corrente, genera meno calore.

Processori, Core e unità logiche: i Thread

Finora dovresti aver compreso che un processore è formato da delle unità chiamate “Core”. Dentro ogni “Core” sono presenti delle Pipeline divise in Stadi. Ogni Stadio è una singola unità capace di effettuare elaborazioni specifiche dei dati.

Ogni dato, quindi, passerà attraverso gli Stadi delle Pipeline con una velocità predeterminata: la frequenza. Questa frequenza è la stessa per ogni Pipeline presente nel singolo Core.
Quindi puoi presumere che il numero di Pipeline di ogni Core è variabile, e maggiore è il numero di Pipeline e maggiore sarà la velocità del processore.

Come semplificazione credo sia sufficiente.
Poniamo, ad esempio, di avere un Core, con una Pipeline a 5 Stadi. Ogni dato passerà attraverso ogni Stadio specifico della Pipeline e produrrà un “risultato”.
Ma, affinché il flusso di elaborazione sia continuo, è necessario che nel Core esistano tante Pipeline quanti sono gli Stadi che le compongono.

Un esempio di Thread.

Mi spiego meglio: un dato passa attraverso una Pipeline e finché non ne esce, la Pipeline risulterà occupata.
L’unità logica di elaborazione è l’intera Pipeline, non ognuno dei suoi singoli stadi. Sarebbe impossibile fa elaborare più di un dato in un singolo Clock di pipeline.
Certo è che, se così fosse, avremmo dei computer molto molto lenti.

Se invece fossero presenti tante Pipeline quanti sono gli stadi di ognuna, sarebbe possibile iniziare l’elaborazione di un nuovo dato a ogni cambio di Stadio.
Ed è questo che, più o meno, accade nei processori.
Quello che si chiama “Ciclo” o “Clock” (orologio) consiste in un’elaborazione di dati, a flusso continuo.

Il Dato 1 entra nello Stadio 1 della Pipeline 1.
Poi il Dato 1 passa allo Stadio 2 e il Dato 2 entra nello Stadio 1 della Pipeline 2.
E quindi il Dato 1 passa allo Stadio 3, il Dato 2 passa allo Stadio 2 e il Dato 3 entra nello Stadio 1 della Pipeline 3.
E così via. Dalla raccolta del dato in memoria, alla restituzione del risultato.

Le unità logiche funzionano in questo modo. Le Pipelines sono tante quante sono gli Stadi di elaborazione e ogni Stadio può essere occupato solo da un dato per volta.
In questo modo la CPU potrà separare i processi di calcolo di dati differenti senza correre il rischio di confondere le operazioni.

E se raddoppiassimo ancora le Pipelines?

Teoricamente potremmo stampare un numero infinito di Pipelines in ogni Core, ma poi faremmo i conti con l’energia elettrica necessaria per far funzionare il processore.
Tuttavia il problema principale non è tanto l’energia elettrica, quanto il calore generato.
Ed è proprio il calore prodotto da un processore a limitarne le possibilità di computazione.

Anche la piastra di silicio (il “Die”) ha delle dimensioni limitate, e quindi stampare infinite Pipelines è impossibile.
Oggi siamo riusciti a creare dei processori dotati di tanti “Core” e siamo anche riusciti a inserire un gran numero di Pipelines in ogni Core.
In ogni Pipelines possiamo includere più di 30 Stadi di elaborazione e calibrare la frequenza del Clock su velocità supersoniche.

La tecnologia ha fatto passi da gigante rispetto a un recente passato.
Se, in teoria, è possibile inserire un numero infinito di Pipelines in ogni Core, in pratica dobbiamo fare i conti con la produzione di calore.

Il Multi-Thread

Ipotizza un processore a singolo Core, e ipotizza una Pipeline a 5 Stadi.
Se sono riuscito a spiegarmi bene, avrai di certo capito che in quel singolo Core coesistono 5 Pipeline.
Il Dato 1 entra nello Stadio 1 della Pipeline 1.
Il Dato 2 entra nello Stadio 2 della Pipeline 2, solo quando il Dato 1 raggiunge lo Stadio 2 della Pipeline 1.

In altre parole, indipendentemente dal numero di Pipeline, ogni Stadio può essere occupato da un solo dato alla volta. Un dato nello Stadio 1, un dato nello Stadio 2, un dato nello Stadio 3, e così via.
Appena un dato esce dallo Stadio 5, entra un nuovo dato nel circuito.
Devi immaginare anche che tutto questo avviene a una velocità incredibile.

Oggi è possibile avere un numero doppio di Pipelines rispetto agli Stadi di elaborazione. 5 Stadi, 10 Pipelines.
Questa architettura permette di gestire due dati per ogni Stadio e, quindi, di raddoppiare le potenzialità di elaborazione di un singolo Core.

Il Processore nel Processore

Il Processore è composto da un numero variabile di Core. E ogni Core può elaborare fino a due cicli di dati alla volta.
Naturalmente questa “doppia” possibilità del singolo Core è puramente virtuale, ma è nondimeno utile a potenziare le capacità del processore.

Avere quattro core fisici è meglio di avere due core fisici divisi in due core virtuali ciascuno. Ma teoricamente le due architetture hanno la medesima potenzialità.

Perché un processore Multi-Core lavora con un solo Core?

Per il principio dell’economia a tutti i costi: se l’elaborazione richiesta non è poi così complessa, il processore farà lavorare un singolo core.
Quando vengono richieste elaborazioni più profonde, il processore inizierà ad attivare gli altri Core. E quando serviranno ulteriori computazioni simultanee, si attiverà il MultiThread.

Un processore portato alla massima potenza, produrrà un sensibile aumento di calore, ma fortunatamente un processore lavorerà al 100% su tutti i core per pochi istanti.

Quando scegliere il processore Multi-Core

Non tutti i programmi sono studiati per sfruttare il MultiCore. Ad esempio, la maggior parte dei videogames, si accontenta di un solo Core di elaborazione.
I programmi per grafica avanzata o per il video-editing, invece, hanno bisogno di una grande capacità di calcolo. Avere un Multi-Core per lavorare con Adobe Premiere, Blender o 3D Studio Max è d’obbligo.

Navigare in internet, utilizzare i comuni applicativi da ufficio o giocare con videogames semplici, non richiede elaborazioni complesse e i più piccini dual-core di Intel o AMD saranno sufficienti.

La Cache del Processore

I dati da elaborare e i dati elaborati devono essere memorizzati su un supporto capace di renderli disponibili per ogni occorrenza.
I Processori sono dotati di una loro memoria interna che ha funzioni molto simili alla memoria RAM. Ma, a differenza della memoria RAM, è molto più veloce.

La Cache di un processore moderno è divisa in tre livelli distinti. Il primo livello è il più piccino perché deve contenere dati di facile reperibilità e di uso frequente. Il secondo livello è un po’ più grande ed è, semplicisticamente parlando, il deposito dei dati provenienti dalla RAM.
Mentre il processore effettua i suoi calcoli, un controller inizia a cercare i dati che dovranno essere elaborati successivamente e li mette in coda nella Cache di secondo livello.

La Cache di terzo livello (la cosiddetta L3) è un magazzino promiscuo di dati destinati a entrare nella L2 per essere elaborati, ma soprattutto di dati computati pronti a essere distribuiti alle altre componenti hardware.
Una Cache L3 ampia è sinonimo di velocità e prestazioni.

Concludendo: che cos’è un Processore?

Un processore è una piastra di silicio dove sono disegnati dei circuiti (le pipeline). Ogni pipeline è divisa in Stadi, e ogni Stadio è responsabile di una specifica operazione sui dati che deve elaborare.

Ma il Clock, ovvero la frequenza di elaborazione dei dati, non è tutto. Un buon processore ha una Cache di terzo livello (la L3) ampia per distribuire velocemente i dati elaborati. Non avrebbe senso pensare alla velocità della luce ed eseguire con la prontezza di una lumaca.

Le Pipeline hanno diversi stadi di elaborazione, ma ogni elaborazione richiede tempo. Un maggior numero di elaborazioni disponibili permettono la computazione simultanea di più dati, ma surriscaldano il processore.
Un processore surriscaldato, rallenta.

Quando guarderai le specifiche dei processori presso i siti produttori, avrai qualche difficoltà a reperire e confrontare i dati veramente utili. Ti suggerisco di scaricare il Data Sheet e leggerlo con calma.
Spesso mi limito a osservare il Tjunction, ovvero il Die Overheating: la temperatura alla quale la CPU smette di funzionare. Un valore alto (superiore ai 95°) garantisce una CPU capace di lavorare ad alte frequenze per lungo tempo.

Infine sappi che 4 Core fisici a 3.5 Ghz sono circa il doppio più veloci di 2 Core fisici + 2 Core virtuali (Thread) a 3.5 Ghz.
Perché?
Perché i Thread elaborano dati in parallelo e i Core Fisici elaborano dati simultanei. Purtroppo non tutti i programmi sono abilitati al multi-core, ma tutti i programmi beneficiano del multi-thread.

Quindi, quale processore scelgo?

Gaming:
Per giocare con un computer economico orientati su un Celeron, un Pentium o un Ryzen 3. Se vuoi giocare con un computer entry-level Gaming scegli un Core I3, un Core I5 col moltiplicatore sbloccato o un Ryzen 5 serie X.
Il Gaming più esasperato e avanzato ti richiederà un Core I7 Extreme o un Core I9. Se vuoi risparmiare qualcosina, scegli un Ryzen 7 di seconda generazione.

  

Desktop:
Se usi il computer per navigare o per usare applicativi Office, allora ti basterà un Celeron, un Pentium o un AMD A8.
Se usi il computer per elaborare foto o fare musica, un Pentium, un Core I3 o un Ryzen 3 andranno benissimo.

  

WorkStation:
Se il tuo obiettivo è la grafica tridimensionale e l’uso di programmi CAD, ti servirà almeno un Core I5 o un Ryzen 5, ma otterrai di certo più soddisfazione da un Core I7 o un Ryzen 7.
Le elaborazioni video o i rendering particolarmente complessi richiederanno un Core I7 Extreme o un Core I9. Valuta anche l’acquisto di un ThreadRipper economico, magari un 2920X.

  

Se vuoi un PC capace di mandare gli Shuttle sulla luna, allora puoi puntare alle fasce più alte degli I9 Extreme, degli Xeon o magari un ThreadRipper 2990WX.
Avrai qualità e potenza da vendere e una longevità assurda.
Il costo è alto, ma avrai tra le mani una macchina esaltante.

  

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