Home Creare Assemblare PC Scegliere un alimentatore per assemblare un PC.

Scegliere un alimentatore per assemblare un PC.
S

Non importa quanta corrente elettrica. L'importante è che sia sufficiente.

Come la benzina sta al motore dell’automobile, l’energia elettrica sta al computer. Un alimentatore sbagliato sarebbe come mettere del GPL in un motore Diesel. O viceversa.
Il computer ha bisogno di potenza e, come recita un antico adagio cinese (o la pubblicità di un noto marchio di pneumatici, ora non ricordo bene), la potenza è nulla senza controllo.

L’elettricità attraversa cavi di antico cuprum rivestito da moderna gomma arabica non commestibile, per raggiungere angoli sovrani da alimentare di luci e colori. Nel viaggio qualcosa di perde e all’arrivo non si è mai nello stesso stato nel quale si era partiti.
Ovvero, in parole povere, l’elettricità dissipa in calore e disperde parte della sua energia. Parte baldanzosa a 220 volt, e arriva arrancante a 216 volt. O meno.

Ogni componente del pc, inoltre, ha una sua necessità specifica, come l’amico vegetariano che vuole solo zucchine e tofu e l’amico carnivoro che senza hamburger non sa vivere. La vita è, in fin dei conti, una sommatoria di calorie.
Le calorie delle singole componenti di un PC si possono tradurre in Watt e la potenza di un alimentatore (espressa in Watt, appunto) deve corrispondere alla sommatoria delle necessità delle singole componenti.

Un processore, per ben che vada, consuma 95W. Una scheda video vuole 180W. Un banco RAM consuma 5W, e se ne abbiamo 4 i Watt diventano 20.
L’alimentatore deve sopperire a tutto questo.
Poniamo che, conti alla mano, il nostro PC, a regime, consumi 400W.
– Cosa faccio?
– Compro un alimentatore da 400W?
– Giammai! 
Come dicevo prima, devo considerare la dispersione di energia, ovvero la sua decadente trasformazione in calore. Generalmente il 20% (si, avete capito bene, il 20%) della corrente decade in calore, quindi per sopperire ai 400W richiesti dai commensali tecnocrati del mio PC, dovrò munirmi di un alimentatore capace fino a 480W. Diciamo 500W per sicurezza.

Per facilitarvi il compito, il calcolatore di potenza offerto dalla MSI è un’ottimo strumento da cui partire per sapere la quantità di Watt necessaria a far funzionare adeguatamente ogni componente hardware inserita all’interno (o all’esterno, per quanto riguarda le prese USB) del PC che vi accingete ad assemblare.
Potrete trovare lo strumento della MSI per il calcolo del wattaggio necessario seguendo questo link.


La vita è, in fin dei conti, una sommatoria di calorie

– Roland Mc Donald

E’ tutto? No, naturalmente no.
Accanto al nome altisonante del vostro Coolermaster o dell’ancor più celebre Thermaltake, c’è un curioso simbolo bianco o bronzeo o dorato o argentato o platinato o titaniato (?), riportante la scritta 80 Plus.
– Che vuol dire 80 Plus?
80 Plus è la certificazione d’efficienza più diffusa tra i produttori di alimentatori. 80 Plus, in buona sostanza, sta a significare che il vostro alimentatore farà si che ben più dell’80% dell’energia generata raggiunga le vostre componenti.
Ovvero che il vostro futuro (si spera. Per loro, naturalmente) alimentatore disperda in calore meno del previsto 20% di energia.

Ovviamente la certificazione 80 Plus bianca (White, come dicono quelli bravi) è meno efficiente della bronzea, che è meno efficiente dell’argentata, che è meno efficiente della dorata, che è meno efficiente della platinata, che è meno efficiente della titaniata (?).
Ma la 80 Plus titaniata (?), ovvero la Titanium, sempre come dicono quelli bravi, è più costosa della platinata che è più costosa della dorata, e così via. Fino a noi poveracci che a malapena possiamo permetterci una 80 Plus White che a guardarla bene, non è nemmeno del miglior White che esista. Diciamo una 80 Plus grigiastra.
Ma non abbiate timore, raramente la vostra performante ed evoluta macchina di Turing avrà bisogno di cotanta potenza. Un 80 Plus Bronze sarà sufficiente a garantirvi sufficiente energia a un prezzo accessibile.

Connettori Pata/Molex per Alimentatori Modulari

– Finito?
– No.
Alimentatore Modulare, o  Alimentatore non Modulare. Questo è il problema. E se fosse un Alimentatore Semi-Modulare?
La modularità di un alimentatore non è altro che il suo intrinseco esistere  e insistere già dotato di cavi fuoriuscenti da un apposito pertugio (cablato, non modulare), oppure il fatto di essere dotato di spinotti femmina in attesa d’esser concupiti da complementare maschio molex.
L’utilità di un modulare, quindi, è quella di poter organizzare un migliore ordine di cablaggio nel retro del vostro Case, inserendo solamente i cavi molex di cui avrete bisogno per alimentare le singole componenti interne.
Il vantaggio di un modulare, quindi, è di avere meno cavetteria a zonzo per il case e quindi una migliore efficienza energetica e una minore resistenza alla dissipazione di calore.
L’incidenza è, tuttavia, minima.

Quindi, quale alimentatore scegliere?
La maggioranza dei PC che assemblo non necessitano di centrali nucleari per funzionare, per un eccellente computer da Gaming mi basta un alimentatore Semi-Modulare da 700 Watt, con certificazione 80 Plus bronze dal costo al pubblico aleggiante tra i 70 e i 90 euro.
Il Semi-Modulare ha la presa molex per l’alimentazione della Scheda Madre e del Processore già cablati (ovvero fuoriuscenti da apposito circolare pertugio) e una sufficiente serie di molex femmine da soddisfare le esigenze di noi maschietti.
Per le pari opportunità, nella confezione, troverete adeguato numero di cavi molex maschio per altrettanta soddisfazione delle femminucce. 
In altre parole, con un Semi Modulare da 700 Watt potrete alimentare una GTX 1070 Titan o una più recente Radeon RX 590, un processore I7, una mobo con chipset z390 e gli altri orpelli ammennicoli, estetici o utili, abitanti del vostro allegro Case.


Altri articoli in: Assemblare un PC

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here