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Tutorial [03] – Assemblare PC: Montare il Dissipatore della CPU e l’Air Flow Management per raffreddare il PC
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Raffreddare la CPU, le componenti hardware e l'interno del Cabinet grazie al corretto Air Flow Management

In questo terzo tutorial della guida su come assemblare un PC ci occuperemo di raffreddamento. O meglio, di come raffreddare il PC e mantenerlo fresco per tutta la durata delle sessioni di lavoro.
Ti parlerò quindi di Air Flow Management che, tra le altre cose, è la mia materia preferita.

Ma cos’è l’air flow management?
L’air flow management consiste in una serie di semplici accorgimenti per raffreddare il PC e per ottimizzare la termoregolazione delle componenti hardware.
Come ben saprai, il processore, le ram, l’hard disk, la scheda video e la scheda madre devono lavorare entro determinati limiti di temperatura.

Se si surriscaldano, o se lavorano costantemente a temperature elevate, rischiano di subire dei danni importanti.
Con questo non ti voglio spaventare, ma ti esorto a porre molta attenzione nella gestione dei flussi d’aria all’interno del cabinet: ovvero l’air flow management.

Nei precedenti tutorial su come assemblare un PC

Nella prima parte della guida su come assemblare un PC ti ho fornito una panoramica d’insieme. Se l’hai letto e se hai accolto i miei suggerimenti, adesso sei di fronte a un tavolo da lavoro ordinato e ben fornito.

Hai un tappetino antistatico dove lavorare e tutti gli utensili necessari per iniziare ad assemblare il PC. Inoltre hai già acquistato tutte le componenti hardware che ti servono.

Nella seconda parte della guida su come assemblare un PC ti ho spiegato come preparare la scheda madre. Se l’hai letto e se l’hai messo in pratica, allora hai anche una scheda madre pronta a essere ventilata e inserita all’interno del Cabinet.

Hai già letto le prime due parti?
Bene, sei pronto a proseguire con questa terza parte del tutorial su come assemblare un PC.
Se invece hai saltato le prime due parti (perché google ti ha mandato direttamente su questa pagina) allora ti invito a tornare indietro e partire dall’inizio.

Di seguito ti indico i collegamenti delle prime due parti del tutorial:
[01] – Prima parte del tutorial
[02] – Seconda parte del tutorial

Inoltre, se vuoi leggere un po’ di “teoria” sul raffreddamento dei PC, continua a leggere.
Se ti interessa proseguire col tutorial pratico, invece, clicca qui.

E adesso parliamo di come raffreddare il PC

Sono sicuro che sai bene quali possono essere le conseguenze del surriscaldamento del PC. E sono altrettanto sicuro che sai bene quali sono i vantaggi ottenuti da un PC fresco, pulito e asciutto.
Sì, esatto: come il culetto di un neonato.

Pensa alle conseguenze delle infiammazioni all’interno del corpo umano. Ecco, un PC surriscaldato subisce gli stessi danni e gli stessi disagi.
Quindi teniamolo fresco. Ti va?

Prima di tutto pensiamo al Cabinet.
Se hai scelto un Cabinet (o Case-PC) conforme alle caratteristiche che ti ho suggerito, potrai vedere che sulle superfici superiori, frontali e posteriori, ci sono delle parti forate ad “alveare”.
Ed è proprio su queste parti che andremo a montare le ventole di raffreddamento quando avremo finito di assemblare il PC.

Ma prima di montare le ventole ci conviene installare e fissare la scheda madre sulla parete mediana del Cabinet. Le ventole potrebbero complicarci il lavoro.
Anzi, nel caso in cui il tuo Cabinet abbia la ventola posteriore già installata, ti suggerisco di rimuoverla: lavorerai meglio.

Per le ventole frontali nessun problema. Lasciale pure dove sono.

Il primo hardware da raffreddare è il processore.

Nelle scatole dei processori di fascia medio-bassa è facile trovare un aggeggio curioso e ingombrante. Un aggeggio metallico con una ventola incastrata in cima.
Si tratta del Dissipatore della CPU.

Il Dissipatore di stock (ovvero quello fornito nella stessa scatola del processore) è progettato e calibrato sui carichi di lavoro specifici del processore acquistato. Pertanto, se non hai intenzione di fare overclock o altri potenziamenti alieni nel tuo PC, il dissipatore di stock è più che sufficiente.

Ma il dissipatore “dissipa” o raffredda?

La dissipazione è una semplice trasformazione di energia. Il “raffreddamento” è la conseguenza della dissipazione. Nel caso specifico, il processore ha una piastra termica (quel blocco metallico posto sopra il die) e il dissipatore ha una piastra di contatto analoga alla piastra termica del processore. Le due piastre di contatto, come dice la parola stessa, devono stare a “contatto”.

Il contatto delle due piastre permette al calore della CPU di distribuirsi all’interno del materiale metallico del dissipatore. Come puoi notare, la parte superiore del dissipatore è composta da tante lamelle.
Le lamelle migliori sono più sottili e hanno una maggiore densità.
Ovvero devono essere tante.

E’ utile considerare la ventilazione interna del Cabinet e la dissipazione del processore prima di iniziare ad assemblare il PC e ancor prima di acquistare le componenti Hardware per assemblare un PC.
Le dimensioni di ventole e dissipatore sono fondamentali nella scelta del Cabinet e della componentistica interna.

Le lamelle del dissipatore della CPU

La CPU (ovvero il processore) lavora a temperature altissime.
Immagina flussi di corrente elettrica attraversare dei tubuli microscopici (pipelines) con un diametro 10 volte più piccolo di un capello.

L’energia elettrica surriscalda le pipelines con una velocità strabiliante.
Il calore prodotto si diffonde sulla piastra termica del processore, e dalla piastra termica del processore passa al dissipatore. Questo calore tenderà a distribuirsi uniformemente all’interno di tutto il corpo metallico (piastra termica della CPU e Dissipatore), ivi comprese le lamelle di raffreddamento.

Le lamelle disperderanno il calore nell’aria: maggiore sarà la superficie di contatto tra aria e lamelle, maggiore sarà il calore disperso.
L’aria tenderà a riscaldarsi e la ventola del dissipatore lavorerà sodo per espellere l’aria calda dagli interstizi tra le lamelle.

L’aria calda esplusa dalla ventola del dissipatore lascerà il posto all’aria fredda proveniente dall’interno del cabinet.
E questo ciclo di dissipazione inizierà da quando avrai finito di assemblare il PC, e durerà per tutta la vita della macchina.

Raffreddare l’interno del Cabinet

Se l’interno del cabinet è fresco, anche il processore lavorerà a temperature più basse. Ma se l’interno del cabinet è surriscaldato, il dissipatore non potrà raffreddare la CPU in nessun modo.

In altre parole, l’aria calda espulsa dal dissipatore finisce nel Cabinet. E anche il Cabinet, quindi, deve espellere aria calda per assorbire aria fresca.
In tutti gli altri casi l’aria calda continuerebbe a girare tra le lamelle del dissipatore diventando sempre più calda.

Non solo. Anche la scheda video, di solito, ha una ventola e un dissipatore. E anche l’aria calda espulsa dalla scheda video finisce nel Cabinet.

La dissipazione passiva

Nelle migliori schede madri (attorno al socket) sono presenti dei blocchi di alluminio, o altra lega metallica, composti da una piastra di contatto e delle lamelle. Ma non hanno nessuna ventola.

In questo caso la dissipazione avviene in modo passivo, ovvero per diffusione del calore nell’aria presente all’interno del “sistema”.
O, per meglio dire, all’interno del Cabinet.

Una dissipazione passiva è solitamente presente sopra il Chipset (omologo del processore). Talvolta anche le memorie RAM sono dissipate in maniera passiva.
Insomma, il calore prodotto dall’energia elettrica deve essere espulso in ogni modo possibile.

Questo calore si condensa tutto nel Cabinet.
E quindi, essendo il Cabinet la “coda” della catena di dissipazione, è anche l’ambiente principale da tenere fresco.

Basta teoria: passiamo alla pratica.

Un’ultima cosa prima di passare al montaggio di scheda madre e dissipatore della CPU.
I dissipatori stock vengono inseriti a “pressione”, quindi in molti casi conviene montarli DOPO aver inserito la scheda madre nel cabinet.

Altri dissipatori (aria o liquido, aftermarket) richiedono un lavoro più certosino, ed è più conveniente installarli PRIMA di montare la scheda madre nel cabinet.

In questo caso montiamo prima la scheda madre e poi il dissipatore. Si tratta di una soluzione semplice e veloce.
Procediamo?
Bene. Allora inizia a sdraiare il Cabinet. Fa solo attenzione a non schiacciare i cavi del Front-Panel tra le lamiere del Cabinet e il tavolo: potresti danneggiarli.

Togli la ventola posteriore.
Ti darà fastidio mentre avviterai la scheda madre ai supporti del Cabinet.

Ora incastra la mascherina I/O della scheda madre. Alcune schede madri hanno la mascherina pre-installata e puoi saltare questo passaggio. Altre no, e in questo caso dovrai seguire le istruzioni che sto per darti.

Prendi la mascherina I/O e posizionala in corrispondenza del taglio rettangolare sul retro del cabinet.
I fori circolari per l’uscita audio vanno sempre verso il basso. Non c’è rischio di montarla al contrario, sta tranquillo.
Guarda le foto di seguito per maggiori dettagli.

Quindi appoggia la mascherina sul ritaglio rettangolare posteriore del Cabinet. Poi premi uniformemente sui quattro lati fino a sentire un “Tlack” di inserimento.
Non piegare o distorcere quelle linguette metalliche che vedi nella foto di sinistra. Sono semplici distanziatori; servono a proteggere la I/O della scheda madre quando connetti (Plug-In) le periferiche esterne.

Ora sei pronto a inserire la scheda madre.
Appoggiala delicatamente sui supporti di ottone della parete del Cabinet. Poi fai combaciare i connettori I/O con la mascherina I/O che hai appena incastrato. Non premere perché non è necessario alcun incastro.
In altre parole non sentirai alcun “Tlack”.

Immagine a sinistra

La freccia gialla indica la posizione della mascherina I/O. Fai solamente combaciare i connettori e basta. Non aspettarti nessun incastro.
Nota bene: la fastidiosa ventola posteriore non c’è più!
Le frecce bianche indicano due dei nove fori per avvitare la scheda madre sui supporti del cabinet.
Infine la freccia rossa indica uno dei quattro fori dove andrai a incastrare il dissipatore della CPU.

Nota che la CPU, le RAM e l’Hard Disk M.2 sono già installati, esattamente come ti ho descritto nella parte precedente di questo tutorial su come assemblare un PC.

Immagine a destra

Le frecce bianche indicano i supporti distanziatori (solitamente in ottone) necessari a montare una scheda madre dentro un Cabinet.
Devi solo far combaciare fori e supporti, e poi avvitare.

Nelle prossime immagini vedrai cosa intendo: più facile a farsi che a dirsi.
Ad ogni modo, se qualcosa non fosse chiaro, commenta l’articolo con una domanda e ti risponderò entro qualche minuto.

Prima di avvitare la scheda madre ai supporti

Controlla che tutti i fori siano allineati col supporto di ottone. Guarda l’immagine a sinistra: vedrai che all’interno del foro appare la filettatura del supporto.

Le schede madri hanno diversi formati, e per ogni formato c’è un numero diverso di viti e di supporti. Le schede madri ATX hanno generalmente nove viti di giunzione. Alcuni modelli della precedente generazione hanno solo sei viti.

Le Micro-ATX hanno sei viti come le Mini-ITX.
Ma ogni scheda madre, di qualsiasi formato, ha la posizione delle viti sempre allo stesso posto.
Voglio dire che i Cabinet sono progettati per contenere una dimensione massima di scheda madre, e tutte le dimensioni più piccole.

Ti faccio un esempio.
Gli standard dimensionali delle schede madri sono, dal più grande al più piccolo: E-ATX, ATX, M-ATX, M-ITX.
Quindi un Cabinet che può contenere una E-ATX, può contenere anche tutti gli altri tre formati.
Ma un Cabinet (solitamente i mini-tower) che può contenere una M-ATX, non ha spazio ne supporti sufficienti a contenere una ATX o una E-ATX.

E ora: avvita la scheda madre.

Giura che non stai usando nessun avvitatore elettrico.
“Lo giuro”. Bene.
Scherzi a parte: l’avvitatore elettrico è pressoché inutile per assemblare un PC.

Usa le viti che hai trovato nella confezione del cabinet. Sono viti piccole, solitamente nere, con la testa a croce e una rondella saldata alla base della testa.

Se hai un cacciavite a punta magnetica ti faciliterai il lavoro. Avvita tutte le viti senza stringere troppo, e il gioco è fatto.
Facile, vero?

Ora montiamo il dissipatore della CPU.

I dissipatori di stock, solitamente, sono già forniti di pasta termica. In altre parole non dovrai fare altro che appoggiare il dissipatore sulla CPU e premere in corrispondenza dei piedini a incastro.

Nell’immagine a sinistra puoi vedere un dissipatore di stock a testa in giù. Al centro c’è la piastra di contatto (piastra di scambio termico) che dovrà essere appoggiata sulla CPU.
Quella specie di colla grigia (uno spessore di forma ottagonale) che vedi al centro della piastra di contatto è semplice pasta termica. Evita di toccarla o di toglierla.

Nell’immagine a destra ti indico la piastra termica della CPU.
Fai coincidere le due piastre e il gioco è fatto.
Mi raccomando, controlla che i quattro piedini a incastro del dissipatore siano posti in corrispondenza dei quattro fori presenti agli spigoli del socket.

Ora spingi sulla testa dei piedini per incastrarli nei fori della scheda madre.
L’unica accortezza che posso suggerirti è quella di incastrare i piedini seguendo un andamento a croce.
Prima quello alto a sinistra, poi quello basso a destra, e infine gli altri due.

Prima di procedere.
Fa riferimento alle immagini qui sotto, ti aiuteranno a capire meglio.

Le teste di pressione e i piedini del dissipatore

In particolare, nell’ultima immagine, puoi vedere il dissipatore montato.
Ora, la freccia bianca ti indica la posizione del piedino in corrispondenza del foro, mentre la freccia gialla ti indica il punto di pressione.

Non appena avrai posizionato tutti e quattro i piedini in corrispondenza dei fori di incastro (freccia bianca), premi sulla testa di pressione (freccia gialla) fino a sentire un “Tlack”.

Finito?
No. Una volta che avrai incastrato tutti e quattro i piedini (con andamento a croce, ricordalo), dovrai girare le teste di pressione (freccia gialla) per bloccare l’incastro.
Girale tutte in senso orario fino a portare il lato curvo verso l’interno, proprio come indicato nell’immagine.

Se guardi una testa di pressione da vicino, vedrai che è indicata una freccia. Questa freccia ti dice in quale senso ruotare la testa di pressione per incastrare definitivamente il piedino.
Facile, vero?

Un ultimo passaggio: il connettore a 4 pin CPU_FAN

Adesso che è tutto installato, devi solamente connettere la ventola del dissipatore al controller sulla scheda madre.
Ogni scheda madre ha un apposito connettore 4-PIN per la ventola della CPU.

Questo connettore serve per fornire energia sufficiente a far girare la ventola secondo necessità. In fase di Idle del processore (basso carico di lavoro) la ventola girerà piano. In fase di alto carico di lavoro, invece, la ventola ruoterà al massimo dei giri.

Il connettore del dissipatore CPU sulla scheda madre. Solitamente è a 4 PIN e quindi PWR.

Il connettore CPU_FAN serve proprio a questo.
Tieni a mente che ogni connettore 4-PIN sulla scheda madre è in grado di fornire energia elettrica per la rotazione delle ventole. E ogni connettore (CPU_FAN, SYS_FAN, ecc …) è gestito da uno specifico controller termico.

E per il momento, considera concluso il tutorial pratico per assemblare un PC. Certo, c’è ancora qualcosa da fare e qualche punto da considerare.
Ma approfondiremo tutto nel prossimo tutorial.

Ora, facciamo qualche considerazione su ciò che abbiamo appena assemblato.

I controller termici

Le schede madri più avanzate hanno dei controller termici specifici per ogni componente hardware. In base al componente che genera maggior calore, forniranno maggiore o minore corrente alle ventole dell’intero sistema.
O solo ad alcune.

La CPU ha un controller termico dedicato e quindi il connettore CPU_FAN è il più indicato per gestire la rotazione della ventola del dissipatore.
Se per qualsiasi motivo non puoi utilizzare il connettore CPU_FAN (magari l’hai rotto, o hai una MoBo progettata male e il connettore è scomodo) utilizza pure uno degli altri connettori SYS_FAN.

Poi va nel BIOS/UEFI e imposta quel connettore SYS_FAN specifico (dove hai connesso la ventola del dissipatore) in DC e non in PWR. Ovvero lascia che la ventola del dissipatore giri sempre al massimo.
Che significa DC o PWR?

Il SYS_FAN in DC o PWR?

All’interno del BIOS/UEFI hai la possibilità di settare il comportamento delle ventole dell’intero sistema. Puoi lasciar fare ai controller termici settando le ventole in “AUTO”, oppure puoi pensarci tu impostando le variabili di rotazione e temperatura nel modo più corretto possibile.

Settando una ventola in DC costringi la scheda madre a fornire 12 Volt costanti alla ventola, e quindi a farla girare sempre al massimo delle sue possibilità di rotazione.
In altre parole bypasserai il controller termico e fornirai alla ventola sempre il massimo voltaggio di corrente.

Settando la ventola in PWR invece, lasci il compito di calibrare la velocità di rotazione ai controller della scheda madre.
Ma anche in questo caso puoi dire la tua: ad esempio puoi impostare che, raggiunta una temperatura di 40°, la ventola giri al 50%. E se la temperatura dovesse superare i 60°, allora la ventola aumenti gradualmente la propria rotazione fino all’80%.
E così via.

Il PWR ti permette di regolare la velocità di rotazione della ventola.
Il DC la fa girare sempre al massimo.
Ma per poter utilizzare il PWR assicurati che il connettore della ventola abbia 4 PIN.
I connettori a 3 PIN possono girare solo in DC.

I Dissipatori Aftermarket

I Processori più potenti non vengono forniti con dissipatori di stock.
Se acquisti un Intel Core I5 o un Ryzen 7 difficilmente troverai nella confezione un dissipatore dedicato.

Sarai quindi costretto ad acquistarne uno a parte. Soprattutto acquisterai un dissipatore non progettato da AMD o INTEL. Bensì acquisterai un dissipatore di altre case produttrici.
Ovvero un Dissipatore Aftermarket.

Di solito i dissipatori aftermarket sono costruiti meglio dei dissipatori di stock. Sono più performanti e raffreddano molto meglio.
Però (c’è sempre un però) sono anche molto più ingombranti e sono più farraginosi da installare.

Il fatto di soffrire un’installazione più complicata non è tuttavia un male. Anzi. La maggior parte di questi dissipatori non si “incastrano” sulla scheda madre, ma utilizzano gli appositi fori per essere avvitati.

Utilizzare delle viti di metallo al posto di incastri di plastica conferisce una migliore stabilità al dissipatore. La maggior parte dei modelli ha anche un backplate di rinforzo che andrà montato dietro la scheda madre. Proprio alle spalle del socket del processore.

Un consiglio sulla dissipazione

Per i processori INTEL dal Core I3 in su e per i processori AMD dal Ryzen 3 in su, ti suggerisco di usare dissipatori diversi da quelli “Stock”. Seppur vero che raramente troverai dissipatori inclusi nei box di questi processori, è anche vero che puoi sempre acquistarli a parte.

Tuttavia ti consiglio di orientarti verso un dissipatore che abbia un buon rinforzo backplate sulla scheda madre, e che abbia anche un radiatore importante.
Ossia tante lamelle di raffreddamento e una bella ventola (o anche due) per gestire la parte attiva della dissipazione.

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Il Raffreddamento a Liquido

E’ un argomento vasto e molto controverso. Seppur vero che il raffreddamento a liquido è molto più efficace del raffreddamento ad aria, è anche vero che difficilmente è necessario.

Se intendi lavorare di overclock allora sì, son d’accordo. Usa il liquido che gode di una massa termica migliore e che, quindi, è in grado di raffreddare molto meglio.
Ma senza una necessità specifica, il raffreddamento a liquido è “sprecato”.

Oltretutto esistono dei dissipatori ad aria molto più performanti di alcuni dissipatori a liquido dozzinali. Inoltre un dissipatore a liquido ha una longevità media molto inferiore rispetto a un omologo ad aria.

Se usi un Custom Loop Watercooling, dovrai necessariamente effettuare cicli di manutenzione ogni 6/12 mesi.
Se usi un Watercooling AIO Integrato, invece, dovrai cambiarlo al minimo segno di cedimento. Come per ogni prodotto, esistono modelli economici e modelli avanzati: un modello economico non è sempre sintomo di risparmio a lungo termine.

Per quanto riguarda i dissipatori ad aria, invece, la manutenzione è poca e facile.
Ogni due anni cambia la pasta termica. E ogni 6/12 mesi soffia dell’aria compressa tra le alette di raffreddamento e tieni la ventola pulita.
Ti durerà in eterno.

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E’ giunto il momento delle ventole

Finalmente. Stavo aspettando questo momento dall’inizio di questo tutorial.
Come ti ho appena illustrato, ogni componente hardware si libera del calore attraverso l’aria.

Ipotizziamo di avere un Cabinet ermeticamente chiuso.
Teoricamente l’aria all’interno diventerebbe così calda da rendere roventi le pareti del Cabinet.
Dico “teoricamente” perché nella pratica, invece, il controller termico farebbe spegnere il PC non appena raggiunta la temperatura di soglia.
Il tremendo e spaventevole Tjunction.

Anche nel caso di un Cabinet ermeticamente chiuso, avremmo un minimo coefficiente di dissipazione termica. Le pareti roventi del Cabinet scambierebbero calore con l’aria presente nella stanza.

Tuttavia la velocità di questo scambio termico tra aria e metallo non sarebbe sufficientemente veloce, perché l’hardware del PC produce molto più calore di quanto siamo in grado di dissipare.
Ovvero, di scambiare con l’ambiente circostante.

Occorre dissipare più calore di quanto viene prodotto

Per ottenere il raffreddamento di un sistema capace di produrre calore, è necessario dissipare quel calore in un tempo inferiore rispetto alla velocità di produzione.
Facciamo un esempio.
Se producessi 100 gradi in 10 minuti, ovvero 10 gradi ogni minuto, dovrei disperderne almeno 10,1 al minuto per raffreddare il sistema.

Ed è esattamente ciò che vogliamo fare con l’Air Flow Management.
Espellere più calore possibile e introdurre più aria fredda possibile. Naturalmente dobbiamo anche considerare che la temperatura dell’aria introdotta è pari alla temperatura della stanza.

Quindi l’obiettivo è di far lavorare tutte le componenti hardware a una temperatura pari a quella ambientale. Se vivessi in Antartide, sarebbe di certo più facile.
E per lo stesso principio, raffreddare un PC in inverno è più facile che raffreddarlo d’estate.

L’ambiente e il CFM

Ora, posto che lavoriamo col PC sia d’estate che d’inverno, dobbiamo garantire un raffreddamento costante anche nelle condizioni peggiori. Ovviamente, nelle condizioni migliori (di inverno) non potremo che trarre notevoli benefici.

Per il momento non ti voglio parlare di calcoli matematici, per questo scriverò un articolo dedicato. Parliamo solamente di pratica.

Ogni ventola in commercio ha un indice importante: il CFM.
Lascia perdere indicatori come la velocità di rotazione o la pressione statica (per il momento non ci interessano).
A noi interessa solamente l’aria che una ventola è in grado di spostare ogni ora. Il CFM, appunto.

L’aria in transito nel cabinet

I cabinet hanno una dimensione specifica e un volume specifico. L’hardware genera un calore specifico che riscalderà l’intero sistema.
Come un termosifone in una stanza. Ma che succede se, col termosifone acceso, apri le finestre?
Esatto: la stanza si raffredda.

Ma noi non ci accontentiamo di aprire le finestre. E’ estate e fa caldo. Accendi quel maledetto ventilatore!

La base dell’Air Flow Management consiglia di far accedere aria fredda dalla ventola anteriore ed espellere aria calda dalla ventola posteriore.
Ed è esattamente ciò che farai.
Metterai una ventola davanti e una ventola dietro. Fine.
Facile, vero?

Scegliere le ventole giuste

Il difficile è scegliere le ventole più adatte. Ventole più performanti sono anche più rumorose, e le ventole meno rumorose, spostano meno aria.
Dobbiamo trovare un punto di bilanciamento.

Innanzitutto valuta il calore generato dal tuo sistema. Se non hai una scheda video dedicata e hai un cabinet ampio, non ti serve montate ventole industriali.
Ma se hai risparmiato sul cabinet, ti piace l’overclock e vuoi una scheda video di ultima generazione, allora ti suggerisco di pensare all’aria condizionata.

Ventole Push & Pull

Le ventole hanno due lati e sono progettate per far entrare aria da un lato ed espellerla dal lato opposto. Normalmente c’è una freccia su uno dei quattro spigoli della ventola che indica la direzione dell’aria.

Ma se non ci dovesse essere nessuna freccia, allora ti semplifico le cose.
Guarda l’immagine qui sotto.

Su uno dei due lati di ogni ventola in commercio c’è il marchio “CE” e le specifiche sostanziali del prodotto (FIG 2). Questo lato è deputato a prendere aria e immetterla nella ventola.
Di fatto deve essere questo il lato della ventola posteriore visibile, guardando all’interno del cabinet.

L’altro lato, quello in FIG 1, spinge l’aria e deve essere il lato visibile delle ventole frontali, guardando all’interno del cabinet.

Tra le cineserie è probabile imbattersi in ventole con rotazione inversa, e l’aria si muoverà in senso contrario rispetto alle ventole standard.
Se posso permettermi un suggerimento, evita di risparmiare pochi euro sulle ventole e sceglile di buona fattura.

Ad ogni modo, tu controlla sempre:

Le ventole frontali devono tirare aria all’interno del Cabinet. Le altre ventole devono espellerla. Una volta montato il PC, accendilo e passa il dorso della mano sopra le ventole per capire la direzione del flusso.

C’è anche il test del fumo.
Soffia del fumo sulle ventole anteriori e guardalo uscire da quelle posteriori. Ma se non sei solito fumare sigarette, non iniziare solo per verificare l’air flow di un PC assemblato.

Ok, ma quante ventole servono?

Dipende dal CFM di ciascuna.
Ora ti fornisco alcuni dati utili, ma non esaustivi.
L’argomento è più ampio di quello che credi, ma per fortuna esistono delle semplificazioni e delle approssimazioni tali che ci permettono di assemblare un PC senza dover conoscere la matematica differenziale.

Scegli ventole con un CFM compreso tra 60 e 80.
Diciamo che per quasi tutti i sistemi, un CFM di 65 è perfetto. Userai due ventole, una davanti e una dietro, direzionate come ti ho descritto poc’anzi e il tuo PC sarà perennemente fresco.

Ma io voglio fare overclock e voglio uno SLI.

Allora scegli un bel Cabinet grande. Un midi-tower è appena sufficiente. Sarebbe meglio un full tower.
Poi controlla che sul tuo full-tower ci siano spazi sufficienti per inserire tre ventole frontali, una posteriore e almeno due superiori.

E il gioco è fatto.
Naturalmente sceglierai ventole con un CFM più alto. Diciamo almeno un 80/90. Meglio ancora se ti orienti su ventole capaci di un’elevata pressione statica. Ventole del tipo Nocuta NF-A14 a 3000 RPM (clicca per leggere la recensione).

Infine rifletti sul dissipatore.
Io ti suggerirei un buon dissipatore a liquido, con un radiatore di almeno 240 mm. Tipo un NZXT RL-KRX52 che puoi acquistare su Amazon a circa 150 euro.

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Se preferisci la dissipazione ad aria, allora orientati su un eccezionale Noctua NH-D15. Questo dissipatore ad aria è più economico di uno a liquido, ma raffredda allo stesso modo.
E’ solo molto più ingombrante. E se hai scelto un Case-PC Full Tower, di spazio ne hai in abbondanza.

Nel prossimo tutorial su come assemblare un PC

Impareremo a inserire l’alimentatore nel cabinet, a collegare le periferiche hardware all’energia elettrica e a cablare i collegamenti principali come il front-panel e le ventole di sistema.
Dai, non manca molto.

Abbiamo quasi finito.
E ora, procedi con il quarto tutorial della guida su come assemblare un PC.
Clicca sul link.

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