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Tutorial [05] – Assemblare PC: installare Hard Disk, eseguire un corretto Cable Management e come inserire una scheda video
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Connettiamo il cervello alla memoria: il Plug In degli Hard Disk e degli SSD sulla scheda madre e l'alimentatore

Il tuo nuovo PC è quasi pronto per essere acceso.
Se hai seguito i suggerimenti e le istruzioni delle precedenti guide su come assemblare un PC, hai fatto tutto alla perfezione.

Ti ho illustrato delle istruzioni molto generiche su come assemblare un PC, ma se hai fatto tesoro di tutte le mie verbose digressioni, non troverai alcuna difficoltà quando dovrai installare periferiche hardware differenti o aggiornare quelle preesistenti con modelli nuovi.

La tecnologia avanza a un ritmo incredibile, non sei d’accordo?
Quindi, nel prossimo futuro, inventeranno nuovi connettori, altri formati di molex e periferiche così esotiche che potrai comprenderne il senso solo dopo averle utilizzate.

Ma, per il momento, occupiamoci di quello che abbiamo.

Nei precedenti tutorial guida su come assemblare un PC

Abbiamo preparato il tavolo da lavoro, poi ci siamo occupati di assemblare la scheda madre con tutte le componenti necessarie.
Ti ho fatto vedere come installare una scheda madre all’interno del cabinet e, nell’ultima guida, ti ho dato tutte le istruzioni più comuni per connettere tutti i cavi necessari.

Ho lasciato la parte più semplice alla fine. Dopotutto è bene assemblare i componenti hardware più delicati all’inizio del lavoro, ovvero quando sei più fresco e concentrato.
Se hai fatto tutto come ti ho suggerito, adesso dovresti trovarti davanti al tuo cabinet aperto, con la scheda madre inserita, alimentata e connessa a tutti i cavi necessari al funzionamento del tuo PC nuovo.

Ivi comprese le ventole di aerazione.
Se non hai Hard Disk o SSD da includere nella configurazione, puoi passare direttamente al Cable Management.
Altrimenti, continua a leggere

Gli Hard Disk da 3,5″

Questo particolare formato di Hard Disk si riferisce ai modelli tradizionali. Ovvero agli hard disk che ci hanno accompagnato negli ultimi quarant’anni di informatica.
Certamente gli hard disk moderni hanno dei dischi ottici più affidabili e capacità di rotazione molto più elevate rispetto al passato, ma la forma è sempre la medesima.

Ogni singolo disco ottico è diviso in piccole celle dedicate all’immagazzinamento dei dati (definizione dozzinale per i Cluster), e le testine di lettura utilizzano protocolli e standard più aggiornati e moderni.

In commercio, esistono hard disk ibridi: dotati di dischi ottici, ma con sistemi di ricerca dei cluster solitamente utilizzati dagli SSD. Sono hard disk molto più performanti e veloci, tuttavia costano anche di più.

Assemblare e Installare un Hard Disk da 3,5″

Gli hard disk sono tutti uguali. Almeno per quanto riguarda i connettori posteriori. Lo standard più diffuso (parliamo di percentuali molto prossime al 100) è la connessione SATA III per quanto riguarda i dati, e la connessione SATA Power per quanto riguarda l’alimentazione.

Nondimeno è possibile rinvenire taluni modelli che utilizzano ancora il vecchio PATA molex a 4 pin. Ma non c’è nessun problema, ogni alimentatore è dotato di una grande varietà di connettori.

Connettore SATA III

Vediamo le differenze con qualche immagine.
Innanzitutto occupiamoci della connessione tra Hard Disk e Scheda Madre. Tanto per gli HDD, quando per gli SSD, utilizzerai il connettore SATA III.
Un polo del cavo andrà connesso dietro all’Hard Disk, e l’altro polo andrà connesso nella specifica porta sulla scheda madre.

Fin qui è tutto semplice, vero?
Fai caso a un dettaglio del connettore. Guarda l’immagine e concentrati sul doppino nero. Sulla sinistra puoi notare un angolino a forma di “L”. Di fatto l’intera porta di connessione è a forma di “L”.
Il connettore dietro all’hard disk e quello sulla scheda madre presentano la medesima forma. Quel dentino di lato ti permette di inserire lo spinotto nel verso corretto.

Quindi non spingere e non forzare. Ti basterà sentire un “Tlak” a connessione avvenuta.

E ora connettiamo l’alimentatore

Tra la miriade di cavi presenti nell’alimentatore, ce ne sono alcuni con una forma piatta e allungata. Quelli sono i connettori SATA Power.
Certamente troverai anche connettori PATA, ovvero degli spinotti più “ingombranti” dotati di 4 poli metallici ben visibili.

La maggior parte degli Hard Disk moderni, oramai ha assunto il SATA Power come standard, ma potrebbe capitarti un PATA.
In entrambi i casi sai bene cosa fare.

La Scheda Madre e l’Hard Disk

Ti ho mostrato i cavi necessari alla connessione dell’hard disk alla scheda madre e all’alimentatore.
Per quanto riguarda l’alimentazione non dovresti avere alcun tipo di problema: scegli il connettore adatto e inseriscilo dietro l’hard disk.

Ma per la scheda madre la situazione è leggermente più articolata. In una scheda madre classica sono presenti da 4 a 6 (od oltre) connettori SATA III.
So che ti stai chiedendo: con tutte queste porte SATA III, quale scelgo?

La prima. Parti sempre dalla numero uno.
Nei pressi delle porte SATA III della scheda madre troverai la numerazione specifica della porta: SATA_1, SATA_2, e via dicendo. Tu usa la SATA_1 e non sbagli mai.

Ora, guarda le immagini qui accanto. Nella prima immagine in alto a sinistra ho evidenziato in verde lo SLOT per gli hard disk M.2 di moderna fattura.
E in tutte ho evidenziato in Rosso tutti i connettori SATA III della scheda madre. Non tutte le schede madri hanno i connettori SATA III nella medesima posizione, e non tutte le schede madri hanno i connettori SATA III complanari o ad angolo retto.
Fai riferimento alle immagini per capire meglio.

E nel retro dell’Hard Disk

Dietro agli Hard Disk troverai due porte distinte. Una serve per connettere l’alimentazione e l’altra per connettere la SATA III necessaria al trasferimento dei dati.

Mi raccomando, quando connetti i cavi, pensa sempre al cable management. Dove possibile, fa scorrere i cavi alle spalle del pannello di supporto della scheda madre. I Cabinet ben progettati hanno un’infinità di pertugi per l’inserimento e il passaggio dei cavi, quindi usali a dovere.


Nell’immagine qui accanto ti mostro il “retro” di un hard disk.
La parte evidenziata in Verde è il connettore per l’alimentazione SATA Power.
In Rosso, invece, ti ho evidenziato il connettore SATA III per il trasferimento dei dati.
In Blu ti ho indicato il “Jumper”.


Non occuparti del Jumper, è roba datata. Oggi puoi settare l’impostazione dell’hard disk “Master” o “Slave” direttamente dal Bios.
Quindi occupati solamente di connettere i cavi dell’alimentazione e dei dati.

Nel caso volessi installare un SSD

La procedura è identica.
Le connessioni tra SSD e scheda madre si basano sempre sul protocollo SATA III, e il connettore è identico.

Per l’alimentazione, invece, sicuramente dovrai usare un SATA Power connettendolo nello slot più “largo” sul retro dell’SSD.
L’unica differenza tra un HDD dsa 3,5″ e un SSD è il formato. In buona sostanza, gli SSD sono più sottili e più piccoli rispetto a un HDD tradizionale, ma le connessioni necessarie al loro funzionamento sono le medesime. In Verde ho evidenziato lo slot di alimentazione e in Rosso il connettore SATA III per i dati.

Per completezza di informazioni, devi sapere che esistono degli HDD a dischi ottici (ovvero con meccanica tradizionale) di formato più piccolo.
Ovvero hanno le stesse dimensioni di un SSD: 2,5″.
Questi “mini” Hard Disk vengono utilizzati nei portatili o nelle console da gioco, dove lo spazio disponibile è limitato.

I cassetti di cortesia e vanity-slot

I Cabinet più evoluti sono dotati di alloggiamenti specifici per gli hard disk da 3,5″ e altri alloggiamenti più contenuti per gli SSD e gli hard disk da 2,5″.
Per gli HDD da 3,5″ si parte dalle comuni slitte incolonnate sulla parte frontale del cabinet e si arriva fino agli appositi cassetti con accesso posteriore.

Guarda il Cabinet dal front-panel.
Sulla sinistra hai l’alloggiamento per la scheda madre (è dove, solitamente, si trova il pannello finestrato). Sulla destra c’è l’alloggiamento posteriore, ovvero la parte dedicata al cable management, all’alloggiamento dell’alimentatore e dei cassetti per gli hard disk.

Nell’alloggiamento posteriore del cabinet puoi trovare anche dei vanity-slot per gli SSD e gli HDD da 2,5″. Ad ogni modo, per sapere dove inserire l’hard disk nel cabinet, fa riferimento al manuale di istruzioni.

Slitte incolonnate frontali per Hard Disk

Guarda l’immagine qui a sinistra. Si tratta di un cabinet vecchio stile. Dopotutto il classico non muore mai.

Ad ogni modo, quel pannello metallico ingombrante che vedi sulla destra serve per alloggiare il lettore DVD e gli hard disk.

La freccia rossa indica il senso di inserimento dell’hard disk. Come fosse la slitta di un vecchio autoradio, dovrai infilare il tuo HDD da 3,5″ nella fessura e fissarlo con un paio di viti in modo da non farlo muovere.
Le filettature delle viti sono indicate con le due frecce verdi.

Alloggiamento posteriore per Hard Disk e vanity-slot SSD

Nei cabinet più evoluti, gli hard disk vengono inseriti nella parte posteriore. Ossia dallo stesso lato di inserimento dell’alimentatore.
Inoltre, grazie a delle slitte più efficienti, non serviranno viti o altri sistemi di fissaggio.

Basterà estrarre l’apposito cassetto di plastica, inserire l’hard disk, e infilare nuovamente il cassetto nell’apposito alloggio.
Alcuni cassetti hanno uno sportellino anteriore, altri si sfilano semplicemente stringendo due linguette di plastica poste sui bordi esterni.

Se osservi bene, nel cassetto vedrai due piccoli perni metallici. Questi dovranno combaciare con le filettature delle viti ai lati dell’hard disk.

Non ultimo, cabinet di questo tipo sono spesso dotati anche di vanity slot per gli SSD o per gli hard disk da 2,5″. Si tratta di placche di vario tipo e con varie forme di fissaggio, adatti per contenere un piccolo, leggero e sottile SSD senza ingombrare sulle altre parti del cabinet.

Nell’immagine, la freccia rossa indica la posizione dei cassetti per gli Hard Disk da 3,5″. La freccia verde, invece, indica gli alloggiamenti specifici per gli SSD o gli Hard Disk più piccolini.

Installare un lettore DVD nel computer

Fai attenzione, non tutti i Cabinet sono adatti all’inserimento dei lettori DVD. La maggior parte dei Cabinet Gaming, o particolarmente evoluti, hanno dismesso l’uso di un apparecchio oramai desueto come il lettore DVD.

Pertanto, se è tua intenzione possederne uno, o scegli un Cabinet dotato di slot e sportellino frontale apposito, oppure ripieghi sull’uso di un lettore DVD esterno.
L’evoluzione tecnologica è indirizzata verso le chiavette USB o, ancor meglio, i servizi di cloud per il trasporto dei dati. Il lettore DVD sta diventando preistoria.

In ogni caso, se cerchi con attenzione, ti sarà facile reperire dei lettori DVD esterni di pregevole fattura a costi più che accessibili.
Tra il possedere un lettore DVD interno o un Cabinet evoluto, ti consiglio di scegliere la seconda ipotesi.

Nel caso tu volessi un lettore DVD interno a tutti i costi, sappi che si assembla e installa allo stesso modo di un comune Hard Disk da 3,5″. Scegli una porta SATA III sulla scheda madre, connettilo all’alimentatore con l’apposito molex, e il gioco è fatto.
Facile, vero?

Il Modding PC: led ed effetti RGB

Le schede madri più evolute sono dotate di affascinanti effetti di luce. Ogni casa produttrice ha un protocollo proprietario largamente compatibile coi più comuni vezzosi orpelli colorati.

Le ventole RGB, o illuminate da LED a colorazione fissa, possono essere connesse agli appositi 4-PIN della scheda madre per armonizzarsi con gli effetti luminosi del cabinet.

Inoltre esistono strisce led magnetiche, capaci di illuminare il cabinet come fosse una discoteca. E’ possibile trovare memorie RAM, dissipatori e schede video dotate di divertentissimi led caleidoscopici capaci di rendere piacevoli effetti di luce attraverso i pannelli vetrati dei cabinet.

Insomma, il Modding sta diventando una vera e propria mania.
Ma come dico sempre, nessun effetto di luce aumenterà i vostri FPS in game.

Sfatiamo il mito del surriscaldamento dei LED

I led sono luci fredde. Non generano il calore di una lampadina a incandescenza. Nemmeno un po’.
Puoi illuminare il tuo cabinet a giorno e non preoccuparti di cambiare nulla nell’Air Flow Management. Quindi sta tranquillo: se ti piace un PC luminoso e colorato, sbizzarrisci la fantasia.

Nella prossima guida per assemblare un PC

Finalmente chiuderemo il Cabinet, dopo esserci occupati di sistemare tutti i cavi negli appositi supporti. Vedrai, il Cable Management è un’operazione molto veloce.
Ora il tuo nuovo PC è pronto per essere acceso, aggiornato e avviato. Quindi se sai come farlo, non sarò di certo io a fermarti!

Ma se pensi di aver piacere delle mie istruzioni, porta ancora un po’ di pazienza. Poca poca.

Se vuoi leggere il prossimo articolo della Guida Tutorial su come assemblare un PC, clicca sul link proposto.

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