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Scrittura Creativa, Tutorial [03] – scrivere e trasmettere emozioni
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Non si scrivono fatti se non si descrivono emozioni

Nei due precedenti tutorial abbiamo analizzato, in modo generico e superficiale, le caratteristiche fondamentali della scrittura creativa che, per pro-memoria, ti riassumo in due parole: la personalizzazione e comunicazione di un testo narrativo.
In questo terzo Tutorial di Scrittura Creativa diventiamo più pratici e cercherò di spiegarti i concetti chiave per de-scrivere e trasmettere emozioni.

Prima di cominciare voglio assicurarmi che tu abbia letto i due tutorial di scrittura creativa precedenti. Per comodità ti propongo il loro link di seguito:

Li hai già letti?
Ottimo, allora possiamo cominciare.

     

Gli elementi di un testo narrativo devono: Combinarsi e Interagire.

Innanzitutto dobbiamo chiarire l’uso e il significato degli strumenti che la scrittura creativa ci mette a disposizione per raccontare una storia.
Come abbiamo visto nel precedente tutorial di scrittura creativa, gli elementi fondamentali di un testo narrativo sono: Scena, Soggetto e Azione.
Questi tre elementi dovranno combinarsi e interagire tra loro per dar luogo a un Evento.

Bada bene alle due parole che ho usato: Combinarsi e Interagire.
Eh no, non sono la stessa cosa.
Gli elementi fondamentali del testo narrativo (da cui avrà, quindi, luogo la “narrazione”) dovranno essere Combinati coerentemente col messaggio che vorrai trasmettere.
E dovranno Interagire coerentemente con la Combinazione assegnata.
Ti sei mai chiesto il motivo per cui in ogni scena violenta (o che rimanda a un concetto di violenza) o è notte o piove?

A parte i filmetti d’essai o la serie de “Lo Squalo”, conosci dei film dove un assassino agisce di giorno, col sole, su una allegra spiaggia colorata e piena di persone che si divertono?

Questo è il modo più diretto che conosco per trasmetterti il concetto di Combinarsi e Interagire.
Il buio e la pioggia limitano la visibilità di occhi indiscreti, conciliano lo stare a casa e il non esser così curiosi da affacciarsi alla finestra.
Quindi scoraggiano la presenza di eventuali testimoni.

Lasciano campo libero (nel vero senso del termine; il campo di scena è vuoto, e il motivo è palese: piove, fa freddo, è buio) all’assassino e al malcapitato, trasmettono senso di incertezza e disagio all’osservatore, e si combinano tra loro interagendo nella scena.

La Combinazione degli elementi

Due elementi si combinano tra loro quando sono in rapporto di causalità, di conseguenza o di attinenza.
L’omicidio e la notte, quindi, si combinano alla perfezione.
Ma anche il sole, un prato e il cinguettio dei passerotti si combinano al primo bacio degli amanti.

Puoi agevolmente comprendere da solo che la scena, i soggetti e le azioni, nei due esempi precedenti, si combinano alla perfezione.
L’una è catalizzatrice dell’altra. L’una s’accompagna all’altra corroborando il messaggio narrativo di elementi “coincidenti“.

L’Interazione degli elementi

Il buio nasconde e la pioggia dissuade le persone a uscire di casa. Un assassino furbo, quindi, preferirà una scena del genere per dar luogo all’Azione Narrativa.
Una scena così dipinta, quindi, fornirà al soggetto alcuni strumenti chiave per portare l’azione all’estremo compimento.
Si troverà, in altre parole, in posizione di vantaggio sulla potenziale vittima proprio grazie alle condizioni ambientali.

Uno splendido sole, un prato smeraldino di quando in quando fiorito a colori alterni e il cinguettio di teneri passerotti intenti all’ozio predisporranno l’emotività dei soggetti alla tranquillità della quiete.
Senza tensioni appese, gli innamorati non dichiarati, si sentiranno più a loro agio nello scambiarsi il bacio.
E magari il timido amante troverà il coraggio di agire.

Se avremo combinato gli elementi fondamentali in modo coerente, le interazioni saranno semplici e ovvie. Se Scena, Azione e Soggetti sono Combinati a dovere, allora Interagiranno trasmettendo la sensazione che tu vorrai fargli trasmettere.
In seguito vedremo come codificare le emozioni trasmesse, ma per ora accontentiamoci di eviscerare il tema proposto.

Per esempio …


Il sole e gli uccellini, i due distesi su un prato, il bacio -> Combinazione.
Lui bacia lei / gli uccellini cinguettano / il sole scalda la pelle come il bacio scalda il cuore -> Interazione.
Avrai trasmesso una sensazione di “Soddisfazione”.

La notte, l’assassino, l’omicidio -> Combinazione.
L’assassino, coperto dalla notte, commette un omicidio -> Interazione.
Avrai trasmesso una sensazione di “Violenza”.


La Scena è fondamentale, ma non solo

Fin qui ti ho descritto le funzioni narrative più semplici, e anche se gestire sapientemente una Scena sulla base dell’Azione sembra una questione semplice eovvia, ti assicuro che non lo è.
Anzi, gli scrittori più bravi sono in grado di abbozzare gli elementi di scena e lasciare al lettore l’onere di completarli.

Solo i vecchi scrittori russi (e qualche spurio “russofilo”) son oltremodo minuziosi nella descrizione degli ambienti, ma i grandi autori americani non lo fanno quasi mai: lanciano due o tre elementi di sfondo e poi si dedicano a scrivere l’Azione.

A volte saranno le Azioni, o i Soggetti stessi, a sottolineare la scena: un potente mago che solleva le pietre da terra, l’omino sperduto che cerca riparo in una tempesta, la bella Rose che apre le braccia in senso di libertà sulla prua del Titanic e il testardo Jack che l’avvinghia alle spalle.
C’è il vento, c’è il mare, c’è la libertà. Ma i due son vincolati su una nave (enorme, certo, ma pur sempre uno spazio limitato) e son vincolati anche da un sentimento d’amore.
L’amore che lega.

Qualche spiegazione in più non guasta mai

Il mago che solleva pietre.
E’ il caso più semplice: il Soggetto manipola elementi che nella fisica newtoniana non possono essere manipolati. In questo caso è il Soggetto a creare tensione attraverso la manipolazione della Scena.

L’omino che cerca riparo in mezzo alla tempesta.
La Scena è dipinta: una tempesta.
Ma l’elemento chiave è l’omino. E’ l’omino a trasmettere una sensazione di pericolo e incertezza (tensione) attraverso il passo difficoltoso, la vista offuscata, gli abiti bagnati e (soprattutto) la fretta di cercar riparo.
Senza l’omino, sarebbe solo pioggia.

In Titanic il discorso si complica e si completa.
In quella scena melensa coesistono tutti gli elementi chiave del messaggio narrativo di base: l’amore vincola.
O forse: l’amore uccide la libertà. O uccide e basta.
In ogni caso è proprio grazie all’insistenza bilanciata di Scena (nave, vento, oceano), Soggetti (Jack, Rose, Amore) e Azione (Rose lanciata nel vento, Jack lanciato su Rose) che il messaggio narrativo prende la forma desiderata dell’autore.

In effetti, se ci rifletti bene, son meno coloro che si ricordano della partita di poker con cui Jack vince i biglietti del Titanic, rispetto a coloro che ricordano l’abbraccio degli amanti sul ponte della nave.

Il potere della sintesi

Più elementi riuscirai a inserire in un paragrafo e più il paragrafo sarà “potente”. Ma fai attenzione ai paragrafi-elenco.

“[…]Era notte, la luna giaceva sopita dalle nuvole buie. Il cielo era così oscuro che sembrava ancor più vasto e infinito. Ci si sarebbe potuti perdere solo guardando in su. La pioggia batteva come un martello sulla terra maculata di pozze, il fango colava lungo i marciapiedi pavimentati. Rigagnoli d’acqua correvano tanto le discese, quanto le salite. Ma in senso contrario, è ovvio. C’era anche del vento, ma lo scroscio della pioggia sapeva mascherarlo a dovere. Potevi accorgerti dei lampioni accesi, solo sbattendo sul palo. Potevi accorgerti delle spurie automobili solo facendoti investire.
Era così buio che nemmeno i fari servivano a qualcosa. […]”

Oppure, per meglio dire …

Ecco un paragrafo-elenco.
Tanti dettagli per inasprire il concetto trasmesso. Una grande tensione e una discreta velocità narrativa. Ma nessuna Azione e nessun Soggetto a parte l’osservatore sottinteso.

“[…]Vento e pioggia. Strade intrise d’acqua come fossero torrenti. Nessuna traccia di lampioni, almeno finché non ti accorgevi che erano accesi sbattendoci il naso. Ogni tanto passava qualche automobile cieca e nascosta dalla burrasca […]”

Ecco un paragrafo-elenco più sintetico.
Se lo ritieni necessario alla narrazione, usalo pure.
Ma se ne puoi fare a meno, è meglio. Meno parole userai per descrivere una scena e più spazio lascerai all’Azione e ai Soggetti.
E’ un modo sano per rendere il testo narrativo scorrevole e veloce.

Trasmettere emozioni con gli strumenti della scrittura creativa.

Torniamo al concetto chiave di questo terzo Tutorial.
In una Scena insistono dei Soggetti che compiono (o commettono) Azioni. Scena, Soggetti e Azioni devono Combinarsi tra loro come fosse l’immagine impressa sulla tela di un solo quadro.

Per essere più chiaro, ognuno dei tre elementi fondamentali deve esistere per un Motivo ben chiaro e specifico, e la loro presenza deve essere giustificata da uno Scopo.

Se la vittima ride mentre l’assassino affonda il coltello, deve esserci un motivo, ovvero uno Scopo per l’assassino e uno Scopo per la risata della vittima.
Soggetto e Azione, quindi, devono essere legati da uno scopo palese (a meno che non vi chiamate David Lynch).
Se piove, o c’è il sole, o c’è vento, o c’è l’Apocalisse, deve esserci un Motivo intelligibile. Se durante l’Apocalisse, Mario gioca alla Xbox deve esserci un motivo diverso dal fatto che Mario non s’era accorto dell’Apocalisse.
Soprattutto: Mario deve avere uno Scopo legato all’Xbox e all’Apocalisse. E non credo tu debba arrovellarti troppo per trovarne uno.

La Scrittura Creativa insegna a trasmettere emozioni attraverso delle Regole specifiche.
Regole che non hanno una trascrizione dottrinale come quelle della matematica, ma sono Regole semantiche, psicologiche e sensate che bisogna conoscere alla perfezione.
Una volta note, potrai stravolgere ognuna di queste Regole a piacere in modo da farne la tua firma narrativa.
Il tuo stile personale.
Il tuo modo di trasmettere un messaggio drammaturgico potente, originale e coerente.

La scrittura creativa e l’interazione

Scena, Soggetti e Azioni interagiscono tra loro.
Che i Soggetti interagiscano con le Azioni mi sembra ovvio. Così come è ovvio che i Soggetti interagiscano con la Scena: Mario apre la porta.
Anche le Scene interagiscono con le Azioni: se c’è neve, Mario scia. Scia sulla neve. La neve permette di sciare.
O, per meglio dire, costringe a Mario sciare.

Quindi è inutile far nevicare se nessuno scia?
Non proprio. Se la neve è propedeutica alla presenza dello Yeti, allora va bene.
Se la neve serve come panorama interattivo per introdurre altre difficoltà va bene (ups! Ho fatto un piccolo spoiler. Ne riparleremo presto).

Ma se scrivi che c’è la neve, e questa benedetta neve non interagisce, non complica e non smuove nemmeno un brivido nei personaggi, allora falla sciogliere e ambienta il tuo romanzo su una calda spiaggia messicana.

La legge del Tre/Sei della Combinazione Creativa.

1. Azione e Soggetto.
Perché l’Azione viene svolta proprio da quel Soggetto?
Esempio: perché l’azione di tagliare la legna è roba da “uomini”.

2. Soggetto e Scena.
Perché quel Soggetto è incluso in quella Scena?
Esempio: perché il tagliaboschi deve stare nei boschi!

3. Scena e Azione.
Perché quella Scena è adatta a quell’Azione?
Esempio: perché senza alberi non si può tagliare legna.

Naturalmente il soggetto attivo e il soggetto passivo della combinazione devono potersi scambiare.
Potremmo quindi chiamarla “Legge del Sei” invece di “Legge del Tre“. Se c’è un motivo per cui un soggetto si combina con la scena, deve esserci anche un motivo per cui la scena si combina con il soggetto.
Ma i due motivi, mi sembra scontato dirtelo, devono essere diversi.


Gli altri magici Tre, della Legge del Sei.

Soggetto e Azione.
Cosa spinge quel Soggetto a compiere (o commettere) quell’Azione?
Esempio: l’uomo taglia la legna perché ha freddo. O perché vuole cucinare uno stufato di fagioli. E perché proprio uno stufato di fagioli?
E così via.

Scena e Soggetto.
Esempio: perché nei boschi possono sopravvivere solo soggetti con determinate caratteristiche.
E che non siano necessariamente Tagliaboschi!
Ricordate, i Soggetti attivi di un testo narrativo sono multidimensionali, ovvero hanno più di una caratteristica (approfondiremo in seguito).

Azione e Scena.
Esempio: si taglia la legna perché nei boschi è umido, e di sera fa freddo.
Oppure perché a tagliar la legna viene fame, per saziarsi occorre cucinare e per cucinare occorre accendere il fuoco.
La motivazione della “Combinazione” non deve essere per forza una sola, ma può trattarsi di una sequenza ben concatenata di più fattori.

E anzi, più la motivazione è concatenata e più l’intreccio (ovvero la spinta ad agire del Soggetto) sarà forte.
Più la spinta ad agire sarà forte e più la trasmissione emotiva sarà importante e profonda.
E anche per questo aspetto dovrai pazientare un po’.
L’argomento della Scrittura Creativa è vasto e intrecciato, per capirlo fino in fondo occorre tanta esperienza, tanta pratica e tanto studio.

Insomma, cos’è che trasmette emozioni?

Perdonami il lungo preambolo, ma se non ti avessi premesso dei concetti chiave, e se non li avessi nomenclati a dovere, non avrei nemmeno potuto sperare di spiegarmi come avrei voluto.
E siccome questo è un tutorial di scrittura creativa, il mio compito è essere il più chiaro possibile.

Non è scrivendo “Jack ama Rose” che trasmetterai una sensazione di amore. Ma trasmetterai una sensazione di amore, appartenenza e legame facendo Interagire Jack nei confronti di Rose (o il contrario).
I due Soggetti devono trasmettere l’emozione desiderata attraverso l’Azione.
Ma non deve essere la sola Combinazione di Soggetto e Azione a trasmettere amore. Difatti non è nemmeno scrivendo “Jack regala un fiore a Rose” che trasmetterai un’emozione d’amore.

L’unione sapiente di Interazione e Combinazione (ricorda la legge del Tre/Sei) tra gli elementi fondamentali del testo narrativo è l’unico mezzo che permette agli scrittori di trasmettere emozioni attraverso la scrittura creativa.

Quindi?

Rose punterà verso la libertà aprendo le mani per abbracciare l’oceano al confine della nave (ovvero in senso di fuga e libertà dall’emblema della vita/nave. Rose manifesta così il suo bisogno) Jack abbraccerà Rose dalle spalle (ovvero in senso di appartenenza e legame, quasi per incatenarla a sé. Jack manifesta così il suo bisogno).
“Ti fidi di me?” Le chiede. Jack interagisce con Rose chiedendo una risposta esplicita.
Rose annuisce. Ovvero manifesta apertamente le sue intenzioni.

La nave incede (in allegoria con la vita che va avanti), l’oceano s’increspa a dimostrare che la vita è un nutrito intreccio di difficoltà e potenziali pericoli (bada bene, già sapevi che fine avrebbe fatto il Titanic, quindi ogni inquadratura dell’oceano è una premonizione del tragico epilogo).
Il vento scompiglia i capelli di Rose come fosse la liberà che solletica il desiderio.

Rose chiude gli occhi e apre le braccia quando Jack la stringe.
E qui, spero, tu riesca a cogliere da solo il significato allegorico di Combinazione e Interazione tra Soggetto, Azione e Scena.

Quale messaggio allegorico avresti dovuto cogliere?

Nessuno e tutti: ognuno legge il rapporto della Combinazione a modo proprio. Sorpresa!
Non c’è una regola precisa di lettura.
E nemmeno esistono elementi che significano una sola “cosa” specifica, altrimenti non ci sarebbero i gusti, le preferenze e non ci sarebbero nemmeno così tanti pareri discordanti nel mondo. Non esisterebbero tanti critici d’arte e non esisterebbero nemmeno montature, “smontature“, premi e punizioni.

Ricorda sempre che un “oggetto” (inteso come “Ente” filosofico) non è ne buono né cattivo, ma diventa l’uno o l’altro in base a:
1. L’uso pragmatico che se ne fa.
2. Chi lo usa.
3. Per quale scopo viene usato o creato.
4. Il luogo/contesto dove esplica la sua utilità.

Quando scrivi, sei tu a dare un significato alle azioni, ai soggetti e alle scene. Sei solo tu che puoi cogliere o definire il “tuo” Motivo che spinge alla Combinazione e all’Interazione degli elementi fondamentali del testo narrativo.

La chiave è: esercitarsi

Non basta leggere nessun tutorial di scrittura creativa, l’unico esercizio possibile per imparare la Scrittura Creativa è Scrivere.
Dopo aver Scritto, farai leggere ciò che hai scritto ad alcuni amici fidati (gli Apha-Readers, in gergo). Se questi forniscono, più o meno, gli stessi significati alle allegorie che hai proposto, allora stai facendo un buon lavoro.
Naturalmente non devono essere gli stessi identici significati, ma dovrebbero essere almeno simili.

La scrittura è immaginazione, è fantasia ed è immedesimazione. Un romanzo non è un’enciclopedia, in qualità di scrittore non sei tenuto a far vedere tutto come pretendi debba essere visto.
Devi imparare a dare un accenno di dettaglio, come fosse una pennellata leggera, affinché il lettore si costruisca l’immagine che vorresti dipingere.
Anche questo aspetto andrà approfondito in seguito.

Certo è che, se in una scena d’amore gli Alpha-Readers leggono violenza e terrore, qualcosa non va.
Ma se in una scena d’amore leggeranno complicità, condivisione o comunanza d’intenti, puoi ritenerti soddisfatto del lavoro proposto.

     

Nel prossimo tutorial di scrittura creativa approfondiremo uno dei rari concetti “blindati” dell’arte narrativa: la sincerità.
Ovviamente la scrittura è finzione (Fiction) e fantasia, ma anche nel caso in cui tu voglia scrivere della Terra di Mezzo (Tolkien), devi scriverne come se ci fossi stato, come se l’avessi vista, vissuta, sofferta o dominata.

E se vuoi leggerlo subito, clicca sul link di seguito:
Scrittura Creativa, Tutorial [04]: Schema e Sincerità Narrativa. La Voce dello Scrittore.


“L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi”

– K. Gibran

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