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Scrittura Creativa, Tutorial [04] – lo schema, la sincerità e la voce dello scrittore
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Scrivere seguendo uno schema, pensare seguendo un tema

In questo quarto tutorial di scrittura creativa parleremo della voce dello scrittore.
Ogni scrittore segue degli schemi ben precisi, e segue questi schemi precisi perché sa che funzionano.
Ma funzionano per quale scopo?
Funzionano affinché il lettore si immedesimi nella scena descritta e, senza quasi accorgersi, possa vedere, sentire e provare emozioni come fosse dentro al personaggio.
O, ancor meglio, come se egli stesso fosse il personaggio.

Uno degli aspetti più importanti della voce dello scrittore è ciò che definisco “Sincerità Narrativa“: se vuoi descrivere qualcosa, devi conoscere qualcosa.
Se tu fossi pernicioso potresti obiettare: “quindi vuoi dirmi che Tolkien è stato nella Terra di Mezzo?”
Sì, è esattamente quello che ti ho detto.
Tolkien non solo è stato nella Terra di Mezzo, ma ha anche interagito con Frodo, Gandalf, Bilbo e Sam. Ha interagito insieme a loro con ogni mezzo e in ogni situazione.

Ha ammirato Gandalf alzare il bastone e creare la luce, ha osservato Bilbo bramare l’anello, ha rincorso Gollum tra gole e caverne.
Credo che abbia anche affrontato Saruman in un duello magico, e so per certo che abbia fissato Sauron, dritto nell’occhio.

Prima di continuare a leggere questo Tutorial

I Tutorial di scrittura creativa sono numerati per un motivo ben preciso. Ciascuno di loro si addentra in argomenti correlati, come fossero scatole cinesi. Ogni argomento di scrittura creativa è il frutto di precedenti considerazioni e osservazioni.

Così, se non l’hai già fatto, ti invito a leggere i tre argomenti di scrittura creativa trattati in precedenza. Per comodità te li elenco qui di seguito:
Tutorial di Scrittura Creativa [01]: presentazione
Tutorial di Scrittura Creativa [02]: soggetto e personaggio
Tutorial di Scrittura Creativa [03]: creare e trasmettere emozioni

Ti consiglio anche di leggerli in sequenza, ma se preferisci continuare con questo per me va bene, solo che non potrai collimare taluni concetti con altri già spiegati nei capitoli precedenti.


     

1. Lo Schema dello scrittore

Ad ogni modo, cominciamo.
Come ho scritto nell’introduzione di questo tutorial, ogni scrittore ha uno schema ben preciso. E ogni schema è diviso in “Temi”.
I Temi della Scrittura Creativa sono migliaia, e ognuno di questi mille Temi ha delle caratteristiche precipue.

Tieni bene a mente che, attraverso i Temi, e attraverso l’ordine di presentazione dei Temi, innescherai specifiche reazioni ed emozioni nel lettore.
Adesso ti faccio un esempio di “Schema” e di “Temi“.
I nomi dei titoli sono riferiti a Temi specifici della Narrativa, e l’ordine in cui te li presento è uno dei tanti possibili Schemi.

Di seguito vi propongo una storiella. O, per meglio dire, uno “sciocco racconto“.

1.1 La situazione

Sei seduto su una poltrona molto comoda, e intorno è buio. Un buio pesto come la pece. Provi ad alzarti, ma sei legato alla poltrona da una cinghia di stoffa all’altezza della pancia. Qualcuno potrebbe sentirsi avvampare, o soffocare. Potrebbe strillare “aiuto!”, oppure potrebbe dimenarsi come un’anguilla sul bagnasciuga.
Ma non tu. Perché tu hai il pieno controllo delle emozioni. E sai che tra le tante cose di cui puoi servirti, il panico è l’ultima.

1.2 La digressione

La paura è quel confine sottile che divide ragione e follia. Sai che la paura aiuta a reperire risorse, a scovare soluzioni e ad acuire i sensi. In altre parole sei cosciente che quella paura ti salverà la vita, a meno che non ti spinga nel baratro della follia.

1.3 L’incontro con la morte

E se, di colpo, impazzissi? Ma no.
No. A te non può accadere.
Nel frattempo gli occhi si son abituati all’oscurità. La pupilla si è dilatata, le narici aperte e i timpani acquietati sulle frequenze del silenzio. Sei pronto a cogliere qualsiasi cambiamento della situazione.

1.4 Gli Indizi

Guardi a sinistra e scorgi una piccola finestra circolare. Dal vetro ti accorgi del cielo, o almeno di quello che sembra un cielo. E’ buio, quindi presumi sia notte.
Guardi a destra, e vedi la stessa cosa. Solo che la finestrella sulla destra è più vicina.
Fuori ci sono delle luci. Piccole luci splendenti, come piccole lampade accese dietro la cera di un alveare.
Sembrano finestre.
Sono finestre. Finestre accese di qualche grande edificio distante.

1.5 La Chiave

Scorri con le mani sulla cinghia che ti lega alla poltrona. Al centro della cinghia tocchi un blocco metallico che ti sembra una cerniera.
Diamine, pensi, se è una cerniera deve pur esserci un modo per sganciarla.

1.6 L’Epilogo

Ecco il modo. Ecco come si fa.
Basta premere al centro.
A causa del buio non potevi saperlo, ma al centro della cerniera c’è un bottone rosso. Rosso fuoco.
Non appena lo premi senti un “tlac” come fosse lo schiudersi di una mascella. Le cinghie si allentano, poi cadono sui bordi della poltrona.
E ti alzi in piedi. Libero.

1.7 Lo Spannung

Ti tremano le gambe e lo stomaco centrifuga come una lavatrice. Ti appoggi allo schienale della poltrona per non cadere. Sei drogato, forse? O no?
No. L’ultima cosa che ricordi è di aver bevuto tanto. Troppo. Credi – anzi no – sei sicuro di essere svenuto sul divano di casa tua. Ma perché? Ecco che affiora un ricordo.

Ma un bagliore ti acceca, quasi fosse un fulmine persistente in mezzo alla tempesta. Poi uno scroscio ruvido ti graffia i timpani; sembra il suono grezzo della grandine.
Gli occhi s’abituano lenti alla luce. Una luce che, lentamente, scopri essere bianca. Bianca e forte.
Un neon? Il faro d’uno stadio? La lampada della sala operatoria?
Stai ancora dormendo? Sei sveglio? Sei in pericolo?
Il rumore che senti, potrebbe essere una motosega accesa?

1.8 Soluzione e “Spiegone”.

Pian piano tutto diventa chiaro e scopri che il bagliore altro non è che una luce accesa. Un neon, sì. Avevi ragione.
Lo scroscio è ancora indefinito, ma son passati così pochi istanti che ancora potrebbe essere dovuto alla grandine o a un pazzo che ti vuol fare a pezzetti con una motosega.

Gli occhi danno forma alle immagini. Vedi i contorni di una persona, poi di un’altra. Saranno i pazzi con la motosega? Il dottore messicano che vuole espiantarti il cuore?
No. E’ tua moglie. E non ha una motosega in mano.
Grazie a Dio.

1.9 Finale a “sorpresa”.

Attorno a lei scorgi altre figure. Si muovono? Sì. Gesticolano? Più o meno. Che vogliono? Non lo so.
Ah ecco: applaudono. Ecco cos’era. Non era grandine, non era una motosega. Erano applausi.
Tua moglie grida “Sopresa”, poi ti abbraccia. Qualcun’altro strilla “Auguri”. Altri muovono uno striscione di “Buon Compleanno”, e le hostess passano lungo il corridoio a offrire spumante.
Ma tu non sei nella condizione di bere. Non ancora.

E dopo il brindisi, tutti seduti sulle poltrone comode, con le cinture di sicurezza ben strette sulla pancia. Le luci dell’aeroporto, già lontane, s’allontanano ancor di più e via, verso quel viaggio che avresti sempre voluto fare.


2. La Sincerità Narrativa

Prima di affrontare l’argomento della Sincerità Narrativa voglio approfondire il Tema e lo Schema.
Lo “sciocco racconto” che hai appena letto è stato diviso in 9 parti tematiche e presentato secondo uno schema lineare.
Che vuol dire “Schema Lineare”?

Vuol dire che lo Schema Narrativo segue un ordine logico (in questo caso “cronologico”) di eventi. Di solito, l’ordine logico più usato e abusato nella letteratura contemporanea è quello della TimeLine, ovvero il cronologico, appunto.
Tieni a mente la TimeLine, perché ne parleremo molto presto.

Gli Schemi dello “Sciocco Racconto”

Ma fa attenzione: nello “sciocco racconto” ho seguito due schemi ben specifici. Il primo è l’ordine temporale di eventi, ovvero da quando riprendi i sensi dopo una sbornia, a quando capisci cosa sta succedendo intorno.
Il secondo, invece, è uno schema cosiddetto Incrociato tra due flussi (TimeLine) paralleli. Questa seconda TimeLine, che incrocia quella cronologica, è la comprensione di eventi nell’ottica del personaggio.

Infatti il personaggio (in questo caso “tu”) prima sei smarrito [1.1], poi ti forzi per mantenere la calma [1.2 e 1.3] conscio dei pericoli del “panico“, infine cerchi indizi.
Dapprima fallaci [1.4] per liberarti e poi sempre più pertinenti [1.5]. Ti liberi [1.6] e qui [1.7] c’è l’inversione della seconda TimeLine, ovvero cerchi di ricordare cosa stavi facendo prima di svegliarti legato a una poltrona.

Questo Backward ha uno scopo ben specifico: introdurre la spiegazione finale [1.9] e fornire al lettore una sorta di coerenza di ciò che è accaduto. Prima del finale, tuttavia, ho voluto contorcere ancora la TimeLine dei ricordi/pensieri/paure del personaggio [1.8] quasi a creare una “stupida” spirale verso l’ultimo Tema.

Fai un esperimento narrativo

Appena avrai finito di leggere l’articolo, fa un esperimento divertente. Prova a invertire l’ordine dei Temi dello “Sciocco Racconto” in modo casuale. Puoi anche partire dal finale [1.9] se vuoi.
Poi rileggi ogni shuffle che ti sarai inventato e scoprirai come l’ordine espositivo dei fatti cambia completamente il volto di un racconto.

Certamente dovrai aggiustare le transizioni tra i Temi con qualche correzione (tempi dei verbi o correlazioni), ma lo scopo dell’esperimento è un altro: voglio farti capire che è più importante il “modo” di dire qualcosa piuttosto che il “messaggio” trasmesso.

O meglio. La potenza del “messaggio” trasmesso è strettamente legata al modo in cui lo dici.
Prova a porre al tuo datore di lavoro queste due domande:
Posso fumare anche mentre lavoro?
Posso lavorare anche mentre fumo?

L’ordine logico in cui si presentano i temi può costarvi un licenziamento o valervi una lode, ma i Temi [lavorare e fumare] sono i medesimi.

2.1 E ora, sinceramente, parliamo di Sincerità Narrativa.

Sarò più breve del solito. Anzi: brevissimo.
Puoi parlare di tutto, inventare ogni situazione, mondo e personaggio. Ogni potere e ogni pericolo. Puoi, se vuoi, far piovere dal basso verso l’alto o far eruttare l’Etna con lapilli di crema pasticcera.

Ma se prima non hai vissuto in prima persona ciò di cui stai parlando, non riuscirai mai a “convincere” il tuo lettore.
Aprendo un libro sai già che stai per leggere un romanzo, ovvero una storia di fantasia. Eppure, leggendo, ti incuriosisci o hai paura o ti senti felice come se stessi vivendo la storia del libro.
Compartecipi coi personaggi, solidarizzi. Ti faranno incazzare a morte. Li amerai, li odierai … ma mai, dico mai, ti dovranno essere indifferenti.

Ecco. Grazie alla Sincerità Narrativa uno scrittore può superare quel confine congenito tra la consapevolezza di leggere una storia di fantasia e il percepire emozioni come se la storia fosse vera.
In gergo si chiama “Superamento della diffidenza”.
E indovina un po’ come si “supera la diffidenza” del lettore?
Esatto: con la Sincerità Narrativa.

Naturalmente non dovrai ridurti sul lastrico per pagare un pasticcere siciliano affinché riempa l’Etna di crema pasticcera. Ma ti basterà chiudere gli occhi e immaginare.
Diamine, sei uno scrittore (o aspirante tale) e DEVI essere in grado di immaginare ogni cosa.

2.2 Un aiuto dalla psicologia

Secondo una prassi comune in alcune dottrine della psicologia, il cervello non scorge alcuna differenza tra ciò che viviamo e ciò che immaginiamo di vivere.
Il discorso è molto più complesso di come te l’ho presentato, tuttavia chiudi gli occhi per qualche istante e immagina di essere alle pendici dell’Etna.

Dove sei?
Nella piazza di un paesino? In un boschetto? Sulle spiagge di Taormina? Se non hai mai visto questi luoghi, c’è sempre Google Earth che può aiutarti. E per il resto dovrai affidarti alla fantasia.
Alcuni nascono con una fervida immaginazione, altri non hanno questa fortuna, ma non preoccuparti: esistono tanti metodi per allenare la fantasia. E ne parleremo più avanti.

Adesso immagina di sentire la terra tremare. Guarda in alto e osserva una pioggia di crema scendere dal cielo.
Cosa fai? Cosa fanno le persone intorno a te? Vedi, per caso, dei bambini guardare in alto con la bocca aperta?
C’è qualcuno che lecca l’asfalto?
Oh, guarda che buffo quel tizio che corre avanti e indietro con una brioches cercando di raccogliere gocce di crema.
Chissà perché lo fa? Forse è ghiotto? Forse è solo avaro e non vuol spendere 20 centesimi in più per farsela farcire dal pasticcere?

2.3 Sei alle prime armi, o sei già un guerriero?

Caro lettore, non posso sapere se hai già pubblicato dei libri o se hai deciso di gettarti nel mondo dell’editoria da poche ore. Non conosco il tuo livello di preparazione e nemmeno il tuo grado di istruzione, ma quello che posso assicurarti è che tutti sanno scrivere.

La grammatica si impara, dopotutto son solo regole. La sintassi si apprende e l’ortografia si approfondisce. La teoria è fondamentale, ma la pratica è ancor più fondamentale della teoria.
Immagina, descrivi ciò che hai immaginato, controlla, rileggi e poi riscrivi.

Per arrivare alla Scrittura Creativa, devi passare necessariamente per la Scrittura Cretina.
Non c’è altro modo.
All’inizio scriverai concetti importanti in modo stupido, poi passerai a concetti stupidi, ma scritti in modo importante.
A differenza dei “Saggisti“, che devono evitare di essere stupidi, noi Cretini Creativi siamo molto più fortunati.

3. La Voce dello Scrittore

Non so se l’hai notato, ma a differenza degli articoli precedenti, ho iniziato a numerare i capitoli.
Lo so che non te ne può fregare di meno, ma io te lo dico lo stesso. Lo faccio, e ho iniziato dal numero 1, perché questo articolo, a differenza di quelli che lo precedono, è la base della pratica narratologica.
Ovvero sono i primi “suggerimenti” pratici che ti offro per portare a termine il tuo primo racconto.

Perché, di solito, si inizia con un racconto.
O meglio, si inizia con una storiella stupida. O uno “sciocco racconto”.
Pian piano inizierai a prendere confidenza con la tua Voce da Scrittore. Parlerai con te stesso, come fanno i matti del villaggio. Ti darai ragione, ti darai torto. Litigherai coi tuoi personaggi e ci camminerai accanto fino a quando saranno loro a decidere e agire nella scena in cui vorrai inserirli.

Ci vuol tempo, pratica e pazienza prima di trovare la Voce dello Scrittore, ma accade a tutti. Sempre.
Ognuno trova la propria. Sempre. E più scriverai, più sperimenterai Temi e Schemi nuovi, più ti avvicinerai alla definizione di una Voce personale, originale e “firmata”.
Esatto, proprio la “Firma” dell’autore di cui parlavo nel Tutorial di Scrittura Creativa [02].

3.1 Sapere o non sapere ciò che si scrive?

Il processo narrativo è al 98% istintivo e solo al 2% frutto di ragionamenti. Utilizzerai quel 2% di ragione solo per scrivere un racconto coerente e intelligibile; il resto verrà da sé.
Dopo un adeguato allenamento, è ovvio.

Tu non saprai mai ciò che succederà nel libro che stai scrivendo. Non lo puoi sapere perché non l’hai ancora scritto. Sarà solo scrivendo l’avventura di Jimmy che potrai capire come farà il povero Jimmy a sconfiggere il perfido Tommy.
E, di volta in volta, tu sarai sia Jimmy che Tommy. Sarai il problema e la soluzione.

Ho scritto centinaia di “prime stesure”. Roba da 500 e più pagine. Poi ho tagliato, riveduto, corretto e riscritto.
Alla fine non mi son rimaste mai più di 40/50 pagine utili.
Ma il lavoro dello scrittore è così: tante parole buttate nel cesso.

3.2 Quanto è utile l’inutile?

Nella Scrittura Creativa non c’è cosa più utile di una scena inutile. Ma se è inutile, a cosa serve?
Serve a farti conoscere meglio il tuo personaggio. Serve a farti familiarizzare con le sue reazioni, ad ascoltare i suoi pensieri e a conoscere i suoi segreti.

Perché potrai scrivere di qualcuno, solo conoscendone i segreti più intimi. Hai mai provato a scrivere una biografia?
Hai mai provato a scrivere una auto-biografia?
Dopo un paio di stesure arriverai a tagliare così tante parti noiose della tua vita, che ti rimarranno solo le considerazioni più intime e profonde. Scrivere un’auto-biografia è come dipingere un auto-ritratto per un pittore: è presagio di morte.

Tuttavia sarà solo percorrendo a ritroso tutti i fatti della tua vita che riuscirai a far emergere i lati più delicati e originali della tua personalità. Ed è questo che interessa ai lettori.
Un lettore vuole sapere ciò che giace nel profondo. Vuole gossip, vuole dettagli piccanti, bizzarri o folli.

Se volesse leggere storie comuni, gli converrebbe comprare un quotidiano invece di un libro: costa di meno.

3.3 Cos’è la Voce dello Scrittore?

La voce dello scrittore è la somma dei Temi con cui diverrai più familiare, è la composizione degli schemi che utilizzerai più di frequente ed è la semantica alla base delle parole che scriverai più spesso.

Nulla di più.
Ora va a leggere Kundera e poi leggi Stephen King. Sono entrambi maestri nel loro genere e nei rispettivi schemi narrativi.
Sono altrettanto maestri dello stile, pur utilizzando stili narrativi antitetici.

La voce è il modo con cui sei solito raccontare qualcosa. La voce dello scrittore è il modo con cui sei solito scrivere qualcosa. All’inizio sembrano voci di persone diverse. Ma presto diventeranno una voce unica, e riuscirai a scrivere come se stessi parlando direttamente a ogni lettore.

3.4 Bugia e Verità

Paul Ekmann, alla fine degli anni settanta del secolo scorso, s’è messo a studiare il modo con cui le persone mentono.
E’ partito dalle espressioni del viso ed è arrivato alle sub-modalità linguistiche. Il tono e l’inflessione della voce, tra menzogna e sincerità, cambia di netto. Nella menzogna è più acuto, nella sincerità è più greve e sommesso. Quasi sornione.

Su questo tema, mi permetto di consigliarti alcuni libri che di certo troverai utili e interessanti.
Se sai come funziona la fisiologia umana, sai anche come descrivere sinceramente emozioni, reazioni e interazioni.

        

Chi afferma una verità, usa un tono discendente. Come se stesse comandando qualcosa: dopotutto ti sta dicendo esattamente ciò che è accaduto. Non ha esitazioni. Dice la verità, e basta.

Chi mente, invece, usa il tono ascendente della domanda. Soprattutto, cerca di convincerti con mille perifrasi che quello che dice è vero, perché vero non è.

Ora non voglio turpiloquiare, con una sintesi becera, tutto lo studio del dott. Ekmann, ma i concetti chiave che ci interessano son pochi e ben definiti.
Vi basti sapere (per ora) che gli schemi cognitivi e le aree attive del cervello utilizzate nella verità e nella bugia sono molto differenti.

Ecco perché, per trovare la tua voce dello scrittore, e per convincere tutti che la Terra di Mezzo esiste, devi prima passarci almeno un weekend.
Dopotutto se non sei convinto nemmeno tu, come pretendi di convincere me?

Nel prossimo tutorial di scrittura creativa ci occuperemo del Codice Linguistico. Faremo una panoramica molto ampia sull’utilizzo pertinente di Verbi, Sostantivi e Aggettivi.
Inizieremo, in altre parole, a infarinare uno proto-stile narrativo affinché ognuno possa aver la pietra grezza dove scolpire il proprio David senza, naturalmente, essere Michelangelo.

Infine scopriremo cosa sono Ritmo e Tempo in una narrazione e come utilizzarli per creare emozioni e sensazioni attraverso un componimento di scrittura creativa.
Se vuoi leggere subito il tutorial di scrittura creativa numero 5, clicca sul link proposto.

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