Home Scrivere Tutorial di Scrittura Creativa Scrittura Creativa, Tutorial : Scrivere un libro in sette passi

Scrittura Creativa, Tutorial [12]: Scrivere un libro in sette passi
S

Come si scrive un libro, un romanzo o un racconto in sette semplici passaggi.

O meglio, come iniziare a scrivere un libro in sette passi.
Ti piace inventare storie? Vorresti scrivere un libro? Hai una buona idea per scrivere un romanzo? Un racconto?
Perfetto.
Allora il tuo scopo è quello di ottenere un testo narrativo completo, pronto per essere impaginato, rilegato e letto.
Ma questo è il “tuo” scopo.
Lo scopo della scrittura creativa è un altro.

Lo scopo della scrittura creativa è quello di fornirti tutti gli strumenti utili a organizzare in modo agevole e lineare il processo di produzione di un testo narrativo.
In altre parole, mentre il tuo scopo è scrivere un libro, lo scopo della scrittura creativa è facilitarti nella scrittura del libro.

Scrivere un libro in sette passi

Quando scrivi un qualsiasi testo narrativo entrano in gioco un’infinità di variabili e di possibilità: personaggi, scene, azioni, eventi, plot, collaterali, ecc …
Il tuo compito è quello di saper organizzare tutte queste variabili in una stesura lineare e comprensibile.

Ma non solo: dovrai dar fondo a tutte quelle abilità da “scrittore” in modo che il tuo testo narrativo sia accattivante, ritmato e stilisticamente impeccabile.
In altre parole, dopo avero organizzato la storia, dovrai renderla interessante.
A meno che tu non voglia vedere il tuo libro a prender polvere sugli scaffali.

Ma il sostanziale obiettivo di uno scrittore è quello di offrire ai lettori un piacevole modo di passare il tempo libero.
Oltre a una potente connotazione artistica, uno scrittore ha anche una funzione sociale. I libri diffondono messaggi, manipolano menti e – in sostanza – fanno credere nell’esistenza di mondi impossibili.

Non sottovalutare mai il potere di un libro.
Perché un libro è in grado di creare – o far credere vera – qualsiasi cosa. Cosa ne sarebbe delle religioni senza libri sacri in cui leggere la parola di ogni Dio? Che fine farebbero milioni di studenti se non avessero libri per studiare?
Come tramanderemmo le storie e le vicende attraverso i secoli?

E cosa ne sarebbe della nostra fantasia, se non esistessero le storie?

1. Un messaggio chiaro e potente per il tuo libro

Posta l’importanza fondamentale del testo e dell’esistenza stessa di ogni libro, ti sarà facile intuire l’importanza del messaggio centrale contenuto nella narrazione.
Può essere un messaggio centrale pacifico o animoso, può avere toni sarcastici o scandalistici. Il messaggio centrale di ogni testo narrativo è in grado di piegare, avvalorare o cambiare le idee, i concetti e le opinioni di ogni lettore.

Per quanto riguarda lo scrittore, il messaggio centrale è l’ago della bussola da seguire ogni volta che affronta un momento di incertezza o di smarrimento.
Scrivere un libro non è un’impresa sempre facile e lineare. Spesso – e capita sempre, a tutti – scriverai a cuor leggero, senza aver la minima cognizione della direzione seguita.

A ogni paragrafo ti si presenteranno nuovi nodi da sciogliere e nuovi problemi da risolvere. Senza una “bussola” è difficile arrivare da qualche parte.
Non trovi?
E la tua bussola non può esser altro che il messaggio centrale.
Per scopi didattici, chiameremo questo messaggio centrale come: Domanda Drammaturgica Principale.

2. L’intreccio della Trama

Stabilire una Domanda Drammaturgica Principale (DDP) efficace, assolve alla funzione “morale” del testo narrativo.
Ma un testo narrativo non è solo “morale” o “etico”, ma è anche “svago”; una trama ben congegnata è la migliore cortesia che puoi fare al tuo lettore.

Mettere su carta una buona trama, significa incentrare l’attenzione sul nodo fondamentale del testo narrativo: il Plot. L’intreccio.
La trama infatti serve solo a focalizzare qual’è l’intrigo alla base del testo narrativo.

Un uomo e una donna si amano, vogliono sposarsi, ma le rispettive famiglie cercano di impedirlo“. Ecco la trama di Romeo e Giulietta.
Una trama ben congegnata è semplice, e si risolve in una sola frase.
Una frase asciutta e generica capace di evidenziare il problema centrale del romanzo.

Inoltre, la trama di Romeo e Giulietta connubia perfettamente con la DDP: l’amore unisce in vita e in morte.
In altre parole la Trama deve essere in relazione bi-univoca con la Domanda Drammaturgica Principale.

3. Una sinossi per incuriosire

Una volta stabilita la DDP e la Trama, hai tutte le carte necessarie per impegnarti in una sinossi. Ovvero nella condensazione dell’intero romanzo a un solo capoverso.
Nella Sinossi devi dar conto di tutti gli elementi catalizzatori di attenzione del romanzo.

“Romeo Montecchi ama Giulia Capuleti. Ma il resto della famiglia Montecchi, odia la famiglia Capuleti. E viceversa.
Riusciranno i due giovani a convolare a nozze senza tradire il proprio sangue? Ci riusciranno attraverso l’inganno? O con la forza?
Indipendentemente dalla riuscita o dal fallimento dell’impresa, state pur certi che i due ci proveranno con tutte le loro energie, anche a prezzo della vita”.

In questa sinossi sono condensati tutti i tentatvi della coppia di convolare a nozze. C’è il tradimento, c’è il rinnegamento, c’è lo scontro e c’è l’incontro con la morte.
Ma manca una cosa: l’epilogo.
Infatti una buona sinossi non deve mai svelare l’epilogo della storia.

4. La sintesi, un potere dimenticato

E adesso ti chiedo di portare a termine una vera e propria impresa.
Prendi la tua idea di romanzo, sviluppa la domanda drammaturgica principale, scrivi una trama e butta giù una decina di righe di sinossi.

Poi impegna 4 o 5 pagine di word e scrivi una sintesi.
La sintesi deve essere scarna di elementi scenici, e non deve contenere nessuna descrizione. In una sintesi devono esserci solo i fatti, gli eventi e le azioni.
Taglia i dialoghi e limitati ai soli eventi principali.

Non caratterizzare i personaggi: in questa fase non ci interessa. Lascia semplicemente che i personaggi si caratterizzino da soli attraverso le azioni che descrivi.

Attieniti ai meri fatti e passa velocemente da una fase di Plot all’altra: la situazione iniziale, il problema o lo stato desiderato, le strategie tentate e la strategia vincente. Se vuoi, puoi abbozzare qualche elemento collaterale. Ma solo se hai spazio.
Poi spendi qualche riga per scrivere un buon finale.
E la sintesi è fatta.

5. Una scaletta per non smarrirsi tra le pagine del libro

Ora. rileggi la sintesi.
Fai attenzione ai punti chiave che hai toccato. Pensa se puoi aggiungere o togliere qualcosa.
Dai un “perché” a ogni scena, a ogni quadro, a ogni passaggio.

Chiediti, in altre parole, se tutto quello che hai scritto nella sintesi sia indispensabile. In presenza di dubbi, taglia.
Poi fai un elenco delle vicende centrali secondo l’ordine cronologico, e tra parentesi spiega il motivo per cui quella vicenda è davvero importante.

Per ogni elemento della scaletta dai una valutazione di “tensione”, ovvero cerca di capire quanta suspense è conenuta in un evento.
Naturalmente devi basare questa valutazione su due parametri: la situazione iniziale è a tensione “0”, e lo scontro finale è a tensione “100”.

Adesso non ti resta che valutare tutti gli altri elementi sulla base di questi due punti chiave: chiediti quanta percentuale di tensione è presente in ogni scena.
Dopodiché valuta se la Timeline cronologica è abbastanza ondulata per reggere l’interesse del lettore, o se non sia forse meglio mischiare le carte in tavola.

6. Il soggetto che guida

Finalmente sei giunto al “soggetto”: ovvero hai la possibilità di far vedere quanto vali.
In questa fase devi scrivere una sorta di stesura parziale. Ovvero tralasciando le caratterizzazioni dei personaggi (a parte protagonista/i e antagonista/i) e abbozzando i dialoghi (meglio se in terza persona e mai diretti).

Per scrivere il soggetto devi tener conto di tutti i punti chiave toccati nella scaletta. E segui l’ordine cronologico di presentazione dei fatti.

Corrobora soltanto le descrizioni importanti, e abbozza la presenza di altri personaggi fondamentali. In altre parole, un soggetto deve condensare il romanzo in una ventina di pagine al massimo.

Il soggetto deve essere secco e stringato come una lista della spesa, ma deve anche descrivere i dettagli più importanti che appariranno nelle stesure finali del libro.
Il soggetto, come dice la parola stessa, deve rappresentare il “soggetto” del testo narrativo.
E nel caso di un romanzo: la Domanda Drammaturgica Principale.

7. Il preludio alla prima stesura: il trattamento

Dalla prima all’ultima parola scritta in ogni stesura, passa molto tempo.
Inizi a scrivere oggi quando hai delle idee che ti ronzano in testa e sai già come andrà a finire la storia.
Ma sei sicuro che, tra un paio di settimane, riuscirai a ricordarti tutto quanto?

In altre parole, devi tener traccia di tutte le idee nel momento stesso in cui ti vengono; altrimenti rischi di smarrirle per strada.
Il trattamento serve principalmente a questo.

Ok, ma cos’è il trattamento?
Il trattamento è una specie di “prima” stesura semplificata. Non perder tempo a descrivere, caratterizzare o disquisire: delinea tutti i fatti con la dovizia e la precisione necessaria, ma senza dilungarti troppo.
Inserisci tutte le situazioni che ti vengono in mente. Scrivi di getto. E non revisionare il testo.

Sii perito nell’organizzare una scena o un’azione, senza lesinare idee, eventi o fatti. Scrivi tutto quello che ti viene in mente, costruisci bene il Plot principale e descrivi anche i Sub-Plot propedeutici alla trattazione.

Invero il Trattamento, a differenza di tutti gli altri passi precedenti, avrà sicuramente una lunghezza maggiore rispetto al romanzo finito.
Ed è giusto che sia così.
Nel trattamento ci sono tutte le tue idee: molte utili e altre da tagliare. Ma te ne occuperai in seguito.
Per ora il trattamento è finito.

La prima stesura di un libro

Una volta ottenuti tutti e sette gli elaborati descritti, sei pronto per mettere su carta la tua idea concreta di Romanzo.
Tieni i sette elaborati a portata di mano e non staccare mai gli occhi dalla Domanda Drammaturgica Principale o dalla Scaletta.

Per scrivere la prima stesura ci sono diverse strategie utili, e una di queste consta nel riprendere il trattamento e sviluppare gli eventi abbozzati, sintetizzare gli spiegoni e tagliare i passaggi inutili.
Un altro buon metodo consta nel leggere una porzione di trattamento (arbitrariamente lunga) e poi romanzarla a dovere.

Come ti dicevo, esistono altri metodi per completare una “prima stesura”, ma ne parleremo in altri tutorial.
Per ora ti basti sapere che quelli descritti sono i due sistemi più diffusi.

Scrivere, leggere e rileggere. Per poi riscrivere

Preparati a un lavoro lungo e costante.
Se hai scritto un buon trattamento e hai tra le mani una scaletta adeguata, il lavoro delle stesure sarà molto più agevole e lineare.

Invece, se hai una scaletta improbabile e un trattamento confuso, significa che nemmeno tu stesso hai in testa un’idea chiara del libro che vuoi scrivere.
Ecco che il miglior consiglio che posso darti è: abbi un’idea chiara e pulita del libro che vuoi scrivere.

E se non ce la dovessi avere, beh, scaletta e trattamento sono gli strumenti più utili per organizzare la fantasia.

Una volta terminata la prima stesura, fa passare qualche giorno, poi leggila.
Aspetta qualche giorno ancora, e rilegglia con la matita in mano. Taglia, aggiungi e fai tutte le correzioni che ritieni utili.
E riscrivi daccapo.

Segui questi passaggi una decina di volte. O forse venti.
Continua a scrivere, leggere, correggere e riscrivere. A un certo punto sentirai di essere vicino alla perfezione. Aspetta qualche giorno e poi controlla di nuovo: forse sei pronto a editare il romanzo.

L’editing letterario

Dopo tante scritture e riscritture avrai tra le mani un’opera grezza, ma efficace.
A questo punto non ti resta che pulirla dagli errori ortografici e sintattici. Controlla ogni parola e ogni frase. Cerca i sinonimi delle parole abusate.
Aggiusta le transizioni tra i paragrafi e sistema la punteggiatura.

Infine dovrai correggere lo stile. Ci saranno dei passaggi poco funzionali e altri passaggi deboli. Tu rinforza e correggi.
Dopo un lungo lavoro di editing, fa leggere il tuo romanzo a qualche amico.
Poi ascoltane i pareri e i suggerimenti: prendi quelli che ritieni validi e rifletti sugli altri.

Ma di questo ce ne occuperemo tra un po’.
Per il momento occupati di trovare una buona DDP.

Nel prossimo tutorial di scrittura creativa

Approfondiremo il concetto di DDP.
Valuteremo tutti gli aspetti semantici e pragmatici che risiedono dietro alla costruzione di un messaggio centrale solido ed efficace.

In questo tutorial ho disabilitato i commenti.
Perché?
Perché nell’arco dei prossimi 7 tutorial di scrittura creativa analizzeremo la questione con maggiore profondità. E sono certo che troverai risposta alle tue domande.

Ora, per approfondire il concetto di domanda drammaturgica principale, leggi il prossimo tutorial di scrittura creativa.