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Scrittura Creativa, Tutorial [01] – presentazione
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Esempi, esercizi, consigli, pragmatiche e istruzioni sulla Scrittura Creativa

Nessuno è in grado di insegnare la Scrittura Creativa.
Capisco che un’introduzione del genere non è il miglior modo di iniziare un tutorial sulla Scrittura Creativa, ma è esattamente quello che penso.
E se c’è qualcosa che ho imparato sulla scrittura creativa è di scrivere sempre – esattamente – ciò che si pensa.

Scrivere è un atto viscerale e la creatività è un atto intimo, ed è per questo che non può essere insegnato da nessuno: sono atti incredibilmente soggettivi, e le dottrine funzionano solo quando sono incredibilmente oggettive.
Potrei parlarvi di regole grammaticali, di analisi logica, di sintassi, di semantica e di semiotica. Potrei fare dettati, potrei consigliarvi di copiare ciò che altri hanno già scritto (qualcuno della vecchia generazione ricorderà i “copiati” delle elementari) e potrei anche assegnarvi dei temi, ma in nessuno di questi casi vi starei insegnando la scrittura creativa.

C’è chi scrive per dovere quotidiano: si pensi ai notai o al panettiere che annota il conto sulla carta del pane. C’è chi scarabocchia per passare il tempo, chi annota per ricordare, chi firma per suggellare e chi appunta per rileggere.
Ma quando si scrive sotto l’egemonia di un atto creativo è tutt’altra faccenda. Si scrive senza scopo, si annota per diletto, si scarabocchia per distrazione, si firma il proprio nome per non star fermi con la penna e si appuntano frasi per fissare pensieri che è impossibile rincorrere.

La scrittura creativa de-scrive emozioni

L’emozione nasce dal cuore (o nella pancia) poi s’inerpica fino al cervello dove diventa un pensiero. Il pensiero si trasforma in parole, le parole in frasi e le frasi in scritte su un foglio di carta bianca.
Esistono miliardi di fogli di carta bianca tutti uguali tra loro, ma ne esiste uno solo – unico al mondo – con la vostra frase, con la vostra grafia, col vostro pensiero scritto sopra.

Quando leggerete quella frase e vi sembrerà di leggerla per la prima volta, e vi stupirete di averla scritta voi, allora avrete scritto di scrittura creativa.
Non a caso ho usato la parola de-scrivere (de-scriptus): l’atto di scrivere e di de-scrivere son due azioni molto diverse. Si scrive per descrivere, si disegna per descrivere, si parla per descrivere, si gesticola per descrivere, ci si contorce in qualche buffa espressione per descrivere.
L’atto della de-scrizione è quell’azione con cui qualcuno cerca di trasmettere qualcosa a qualcun altro. Mi scuso per la genericità dell’esempio, ma la de-scrizione è una parola generica.

Io de-scrivo a te. Io de-scrivo te.

Quando si descrive qualcosa a qualcuno, si cerca di trasmettere un pensiero, un’idea, un concetto.
Non solo: si cerca di trasmettere un pensiero nel modo più comprensibile che si conosce.
E ancora non basta.
Per essere compresi nell’esatto modo in cui vogliamo esser compresi, allora dovremmo calibrare parole, smorfie, mimica e tono secondo un “codice” comune e condiviso.
Ma non solo.
Dobbiamo anche essere certi che il “codice” comune e condiviso sia anche un “codice” noto all’interlocutore.

E per “codice” non intendo solo le regole grammaticali dell’idioma in uso. Non intendo solo la sintassi e la semantica insita nei sintagmi. Non intendo solo l’inflessione tipica del dialetto locale o le espressioni gergali del vernacolo regionale.
Intendo tutto questo e qualcosa in più: intendo, in altre parole, una Gestalt.

Qualcuno di certo conosce il significato di Gestalt, altri possono trovarlo su google, ma solo uno psicologo può comprendere appieno ciò che sto cercando di trasmettere.
Ecco il senso del codice comune e condiviso: il significato delle singole parole e il senso delle singole parole. Il significato complessivo delle frasi e anche il senso complessivo delle frasi racchiuso in un atto comprensivo univoco come fosse un’immagine dipinta con le lettere.

E per essere ancora più chiari: anche il senso dei periodi, dei capoversi e delle pagine. E, per includere anche Dostoevskij, Tolkien e gli altri prolissi della letteratura immortale, anche dei libri, dei volumi e dei tomi.

La prima legge sulla pragmatica della comunicazione umana.

Nel 1967 Paul Watzlawick insieme ad altri colleghi ci spiegò le pragmatiche alla base della comunicazione reciproca, e il primo assioma che scoperse fu: è impossibile non comunicare.
L’essere umano, nella socialità quotidiana, o nella solitudine della propria stanza, comunica a ogni livello.
In ultima spiaggia comunica con se stesso.

Ma quello che conta è che ogni essere umano, in un ambiente condiviso con altre persone, non può non comunicare. Anche se si sforzasse di non comunicare, starebbe comunque comunicando che non ha intenzione di comunicare con nessuno.
Così, visto che la comunicazione è un obbligo, impariamo a usarla a dovere.

Il primo obiettivo della Scrittura Creativa

Voglio concludere questa Introduzione fissando il primo (e per molti anche l’unico) obiettivo della Scrittura Creativa: imparare a comunicare.

Ognuno di noi sa di saper comunicare. Ognuno di noi crede di essere chiaro in ciò che dice, scrive o trasmette. Ma non è così.
L’incomprensione è un evento più comune di quel che si pensa.
Senza scomodare la filosofia (non è il caso, altrimenti non ne usciamo vivi) proviamo a stillare una scala di situazioni basandoci sul parametro dell’importanza di essere compresi.

  • Una chiacchierata tra amici
  • Una digressione perita sulla partita di calcio domenicale
  • La condivisione di un progetto al lavoro
  • Presentarsi a un colloquio per l’assegnazione di un posto di lavoro
  • Spiegare all’architetto di turno la nostra idea di arredamento
  • Convincere vostra moglie che la donna trovata nuda nel vostro letto è una poverina che avete salvato da un’orrenda morte per ipotermia.

Tra amici ci si sente compresi, si condivide un senso comune di lealtà e onestà (almeno tra amici sinceri) e non ci si preoccupa molto dei parametri focali della comunicazione: si parla apertamente, senza maschere o mascheramenti.
Il calcio infervora gli animi, ed è noto che la rabbia offusca il comune senso del comprendere o dello spiegare.
La condivisione di un progetto lavorativo è un atto che, al netto di invidie e gelosie, produce comunque un’utilità condivisa (un profitto o una facilitazione collettiva). Di certo è impegnativo, ma facendo pressione sulle giuste leve, si riesce infine a esser compresi.

Convincere qualcuno ad assumervi è un compito più impegnativo, e di certo l’importanza di essere compresi è alta, più che altro è importante far comprendere all’esaminatore di essere sinceri e onesti.
L’architetto dovrà arredarvi casa e dentro casa ci passerete buona parte della vostra vita: che dite, è importante che l’architetto comprenda le vostre reali esigenze?

La vera difficoltà è esser sinceri

Provate, infine, a spiegare a vostra moglie (o vostro marito) che l’altra persona trovata nuda, nel letto, e abbracciata stretta a voi, sia una persona indigente che rischiava di morire per ipotermia.
Potreste far leva sulle leggi della termodinamica, sulla fisica, sulla chimica, potreste citare dottrine mediche o essere un infermiere professionista, o anche un volontario del soccorso alpino sul Monte Bianco, ma non credo che ve la cavereste facilmente.
Specialmente se non steste dicendo la verità.

Le leggi di Murpy e la scrittura creativa

Non trovate curioso che l’importanza del momento (tipo salvare un matrimonio) è inversamente proporzionale alle possibilità di essere compresi?

La sincerità è alla base di ogni comprensione: è più probabile riuscire a essere compresi quando non si raccontano menzogne.
La probabilità aumenta nel caso in cui non ci sia tensione tra gli astanti di una digressione, e aumentano ancora quando si parla di qualcosa che si conosce bene.

Posto che crediate a ciò che ho scritto nel paragrafo precedente (se non ci credete, provate per un secondo ad assumerlo per vero), vi immaginate quanto può essere difficile scrivere di fantascienza, horror o di qualsiasi altra cosa che non può dirsi reale?
E come fanno gli scrittori più famosi (si pensi ad Asimov o a Stephen King) a farci immedesimare nei loro racconti tanto incredibili quanto coinvolgenti?

Il primo obiettivo della scrittura creativa, quindi, è quello di riuscire a farvi trasmettere un pensiero chiaro e comprensibile a chi lo legge: che sia la descrizione di un luogo, di un fatto o qualsiasi altra cosa, il lettore deve capire, sentire e provare quello ciò che volete egli provi, senta e capisca.

E questo sì che può essere trasmesso, compreso, insegnato e imparato.


A seguire, il tutorial [02] sulla scrittura creativa:

Prosegui la lettura con il tutorial [02] – soggettività, soggetti e personaggi.
Troverai una visione d’insieme sulla struttura generale del testo narrativo. In particolare, avrai una panoramica generale sui metodi per personalizzare la prosa e lo stile a partire dagli elementi essenziali di un testo narrativo: soggetto, azione, scena e personaggio.

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